di Maddalena Ingroia STATI UNITI D’AMERICA – Washington 06/11/2016. Ci sarebbero esempi di discriminazione razziale nei servizi di ride-sharing fornito da aziende come Uber e Lyft negli Stati Uniti, in quanto sarebbe più difficile per le persone di colore ottenere un “passaggio” e più probabile vedere annullate le loro prenotazioni, secondo uno studio condotto da ricercatori statunitensi del Mit, di Stanford e dell’Università di Stanford.
Secondo lo studio pubblicato dal National Bureau of Economic Research, riporta Xinhua, i passeggeri neri di Seattle hanno dovuto attendere fino al 35 per cento più per vedersi confermata una corsa da Uber rispetto a dei passeggeri bianchi. A Boston, i passeggeri maschi neri vedono triplicata la possibilità che vengano annullate le prenotazioni dagli autisti Uber rispetto ai passeggeri bianchi di sesso maschile.
In quasi 1500 chiamate fatte ai due servizi di car sharing nelle due città, i ricercatori hanno scoperto che i passeggeri di sesso maschile con un nome assimilabile a un nero in aree a bassa densità di chiamate vedono triplicata la probabilità di ottenere un rifiuto da parte dei conducenti rispetto a passeggeri che hanno un nome assimilabile ad un bianco. Lo stesso dicasi per gli autisti, afferma lo studio. Sia Uber che Lyft affermano di avere ferree linee guida di non discriminazione per i loro conducenti.









