Disarmo nucleare: ne discutono Cina e Sud Corea

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CINA – Pechino. 27/06/13. Il presidente sudcoreano Park Geun-Hye, in visita di stato in Cina per quattro giorni, incontrerà oggi il leader cinese Xi Jinping, per discutere la questione del disarmo nucleare della Corea del nord.

Park Geun-Hye è la prima donna presidente della Corea del sud e vola in Cina per la prima volta, dopo la sua nomina nel mese di febbraio. La visita è considerata di straordinario significato poiché, come ha dichiarato la stessa Park lunedì scorso in una riunione con gli alti segretari, entrambi i paesi hanno inaugurato nuovi governi ed è un momento importante per la penisola coreana, in particolare dal punto di vista economico.

La prima questione a cui porre rimedio sono le minacce della Corea del nord, che si dichiara in grado di colpire anche gli Stati Uniti, dopo i rinnovati test nucleari e missilistici dei suoi militari.

La politica estera del governo di Pyongyang è fuori controllo dopo la morte del leader Kim Jong-il e la successione del figlio Jong-un; i militari nordcoreani avrebbero lanciato un missile ad ampio raggio a fine anno e condotto un test atomico non autorizzato nel febbraio 2013, scatenando le ire dell’Onu, le cui risoluzioni sono state votate dalla stessa Cina. La questione coinvolge anche gli Stati Uniti, la Russia e il Giappone; i leader cinese e americano hanno già convenuto sulla necessità di contenere la furia nordcoreana e lo stesso hanno fatto la Park e Obama nel loro recente incontro (la prima visita di stato della Park come presidente). Ci sono buone speranze perché ci sia un’azione condivisa e si torni a un dialogo a sei, con l’obiettivo di risolvere le questioni rilevanti, ossia la denuclearizzazione, la pace e la stabilità nella penisola, attraverso il dialogo e i negoziati. Il ruolo della Cina nelle trattative è cruciale, in quanto essa è il primo partner diplomatico ed economico della Corea del nord e nel frattempo sembra avere una forte affinità con la Corea del sud, in particolare ne apprezza la cultura pop e i beni di consumo ad alta tecnologia. Pechino sembra essere contraria a sanzioni eccessivamente severe, poiché teme che queste possano innescare una reazione da parte di Pyongyang e destabilizzare ulteriormente il governo del giovane Jong-un. Dal canto suo la Corea del nord appare più interessata a migliorare i suoi legami danneggiati con la Cina che ad aprire al dialogo con gli altri paesi.

Grande rilievo, in queste giornate di visita ufficiale, hanno anche le relazioni economiche tra Pechino e Seoul, che dopo la normalizzazione dei rapporti diplomatici del 1992 (a seguito delle tensioni dovute alla guerra di Corea) sono cresciuti notevolmente. La Cina è il primo partner commerciale della Corea del sud, prima anche degli Stati Uniti; secondo fonti non ufficiali, la bilancia commerciale bilaterale ha superato lo scorso anno i 53 miliardi di dollari americani. Seoul al tavolo delle trattative potrebbe divenire l’anello di congiunzione tra Cina e USA, come sostiene Jin Canrong docente di studi internazionali all’università Renmin di Pechino, puntando ai valori comuni con l’una e l’altra nazione (la democrazia con l’America e il confucianesimo con la Cina).