I russi scappano dalla Grecia

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GRECIA – Atene. 11/06/13. La Grecia terrà un nuovo bando di gara internazionale per la vendita della società del gas DEPA. A darne l’annuncio un funzionario del governo che ha annunciato lunedì scorso come il programma di privatizzazione in atto rientri tra gli sforzi del Governo per aumentare le entrate e affrontare la crisi del debito.

La presentazione delle domande per l’acquisto di DEPA e della sua controllata DESFA si è concluso lunedì e contrariamente alle attese  il colosso energetico russo Gazprom non ha fatto offerte vincolanti. Nella fase iniziale, Gazprom aveva fatto l’offerta preliminare per circa 900 milioni di euro (1,18 miliardi di dollari). Stessa sorte per Sintez, altra società russa, che all’ultimo minuto si è ritirata dalla gara. Unico offerente dunque Socar società azera. Il governo però non intende arrendersi e annuncia una nuova gara a darne l’annuncio il vice ministro dell’Energia Asimakis Papageorgiousenza specificare quando. Le società russe interessate, sembra che si siano ritirate perché temono il no della Commissione europea. Per quanto concerne Gazprom ha fatto sapere di non aver ricevuto sufficienti garanzie in merito ai debiti di DEPA. 

Papageorgiou ha cercato di sdrammatizzare la questione Gazprom rilevando che l’offerta per DESFA, aumenta le possibilità per la costruzione del gasdotto TAP che prevede di trasferire i gas dall’Azerbaijan verso l’Italia attraverso la Grecia tra gli altri paesi.

Di certo per ora c’è solo il fatto che la Grecia deve privatizzare tutti gli asset strategici. Tuttavia, dopo il fallimento della gara sul DEPA, analisti locali hanno rilevato, che è improbabile per la Grecia raggiungere gli obiettivi concordati con i creditori internazionali per quest’anno.

La vendita del DEPA era centrale per i piani del governo, che contava di raccogliere 2.300.000.000 € di privatizzazioni per la fine del 2013, un obiettivo che è stato rivisto al ribasso dagli obiettivi precedenti.

Dopo il fallimento dell’asta di lunedì si teme che il governo debba dare vita ad altre privatizzazioni. Attesa invece per la privatizzazione della società del petrolio greco che ha quote in DEPA.

La battuta d’arresto è venuta dopo che gli ispettori della troika hanno visitato Atene per una revisione del risanamento sui conti pubblici greci prima di procedere con l’erogazione di ulteriori aiuti. 

In occasione del lancio del programma di salvataggio, nel 2010 con l’obiettivo di contrastare la crisi del debito greco, Atene deve fare cassa circa 50 miliardi di euro entro il 2015. Poi l’obiettivo è stato ridotto a 25 miliardi di euro entro il 2020 ma i problemi continuano.