Dempsey ammette ottimi rapporti con al Sissi

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USA – Washington 08/7/13. Quale è l’atteggiamento della Difesa Usa nel confronti delle forze armate egiziane che hanno defenestrato il presidente Morsi e la fratellanza Musulmana? Il 5 luglio, il Capo di Stato maggiore statunitense, Gen. Martin Dempsey, ha rilasciato alla Cnn una serie di dichiarazioni che possono aiutare a chiarificare la posizione di Washington.

Dempsey, sui contatti militari a militari con l’Egitto, così si è espresso: «Alla Sua domanda circa la natura del rapporto con le forze armate egiziane, devo dire che si sono sviluppate con un trend molto alto, ancora più forte di quanto non lo fosse stato forse negli ultimi 10 anni. Ci siamo impegnati per cercare di aiutarli a trovare la loro strada in un nuovo sistema (…) le mie conversazioni con loro sono stati principalmente sull’assicurazione della protezione dei nostri cittadini statunitensi, poi ho voluto incoraggiarli a proteggere tutta la popolazione egiziana, di non schierarsi su ogni questione particolare, e garantire di essere una parte della risoluzione del problema, nel loro giusto ruolo di militari, cioè garantire la stabilità, ma non cercare di influenzare il risultato politico (…) mi sento fiducioso di dire che abbiamo un rapporto abbastanza stretto ed ascoltato. Alla fine, si tratta del loro paese e sta a loro trovare la strada giusta, ma sono consci che ci saranno delle conseguenze se il percorso è mal gestito». Nel frattempo  la situazione sta peggiorando in Egitto. L’otto luglio, oltre 40 persone sono state uccise negli scontri.L’esercito egiziano avrebbe aperto il fuoco sui dimostranti pro-Morsi riuniti per chiedere la liberazione del presidente deposto. La dinamica degli scontri non è ancora chiara. Nel frattempo, il braccio politico dei Fratelli Musulmani ha chiesto di rispondere con l’insurrezione contro coloro che vogliono «rubare la rivoluzione con i carri armati».