Argentina alla ricerca di finanziatori

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banconota argentina

L’ambasciatore argentino negli Stati Uniti, Jorge Argüello, ha dichiarato che il Fondo monetario internazionale (FMI) dovrà ridefinire se stesso dopo «aver abbandonato il suo ruolo originario», per cui è stato creato. Facendo inoltre notare che il Fondo è responsabile e contribuisce alla crisi globale.

Inoltre, l’ambasciatore ha detto durante un’intervista al giornale di Chicago in spagnolo La Raza che l’Argentina «è un cattivo esempio illustrato dal Fondo monetario internazionale, perché non è legata a prescrizioni o condizioni del Fondo». Argüello ha evidenziato la crescita storica degli ultimi dieci anni in Argentina, e ha ricordato che «la crisi è quasi terminale e interessa tutte le economie e istituzioni, non solo l’Argentina». Il funzionario ha affermato che «l’Argentina non deve un dollaro al Fondo Monetario Internazionale» e ha specificato che «l’obiettivo principale dopo l’esperienza traumatica degli anni ’90 è stato quello di lasciare il FMI senza interferenze alla definizione delle politiche economiche nazionali». «Attualmente stiamo discutendo con il Fondo sulla necessità di trovare un indice migliore di integrazione economica» e ha aggiunto che «ci sarà un incontro molto importante con il FMI il 17 dicembre».
Il dato reale è l’Argentina sta collassando come se non peggio del 2001. L’inflazione è alle stelle, mancano gli investimenti esteri, e manca il lavoro e i debiti sono aumentati a dismisura. Non solo, ultimamente deve farsi carico anche del ritorno degli emigrati dall’Europa che preferiscono rientrare nella madre patria che morire di fame in UE. Persone che prima trasferivano i loro guadagni sui conti argentini, ora vanno a riprendersi i soldi depositati in banca. L’inflazione è cresciuta in un solo mese dello 0,9 per cento, mentre il tasso di crescita annuo dell’inflazione sfiora il 10 per cento anno su anno, secondo l’ufficio nazionale di statistica INDEC. Durante il 2012, l’indice dei consumatori ha registrato un aumento del 7,8 per cento. I settori che sono stati più colpiti sono quelli della sanità, assistenza medica e le spese sanitarie, 1,9 per cento, seguita da abbigliamento che è salito 1,6 per cento, e macchinari e prodotti per la casa, 1,1 per cento.
Il fatto è l’Argentina dal 2005, anno in cui il Governo decise di ripianare i debito spalmandoli sulle azioni dei cittadini,  ad oggi, non è affatto diminuito e quindi il Paese è in default tecnico. Se l’FMI non rifinanzierà i prestiti all’Argentina assisteremo a un ennesimo crollo economico. Il primo segno in negativo è arrivato qualche giorno fa dalla provincia impoverita settentrionale di Chaco che non è stata in grado di pagare i 263 mila dollari di interesse, dopo che l’Argentina è la Banca centrale ha rifiutato di vendere i dollari necessari per coprire l’interesse del debito. Questa scelta ha costretto la provincia ad annunciare che avrebbe compensato i suoi creditori in pesos, convertendo l’importo dovuto al tasso di cambio ufficiale, che è circa il 25% inferiore al valore della valuta al mercato nero. è la prima volta che una istituzione pubblica argentina non riesca a pagare un debito dal default del 2001. Ma il default tecnico di Chaco non è che una goccia nel mare del debito argentino che non migliorerà sotto il Governo di Cristina Fernández de Kirchner troppo impegnata ad aumentare la spesa pubblica per mantenere alto il gradimento. L’Argentina non può rifinanziare le proprie obbligazioni alla loro scadenza, e deve pagare l’intero capitale con le entrate fiscali o le riserve delle banche centrali, al momento molto esigue. Non solo, gli investimenti privati sono pochi e le entrate diminuiscono. Ciò significa che ci sono poche possibilità per il governo di colmare le passività.