CYBER. Svelati i rapporti tra Apple e il PCC

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La rivista di tecnologia The Information ha pubblicato una lunga inchiesta che dettaglia gli sforzi del CEO di Apple Tim Cook per stabilire forti relazioni tra Apple e i funzionari e le agenzie governative cinesi.

Il sito della rivista, citando sia le interviste che l’accesso diretto ai documenti interni di Apple sulle ripetute visite di Cook in Cina a metà degli anni 2010, descrive un un accordo da 275 miliardi di dollari con cui Apple si è impegnata a investire pesantemente in infrastrutture tecnologiche e formazione nel paese.

L’accordo quinquennale non vincolante è stato firmato da Cook durante una visita del 2016, ed è stato fatto in parte per mitigare o prevenire azioni di regolamentazione da parte del governo cinese che avrebbe avuto significativi effetti negativi sulle operazioni e sul business di Apple nel paese.

Esse includevano un impegno ad aiutare i produttori cinesi a sviluppare “le tecnologie di produzione più avanzate” e “sostenere la formazione di talenti cinesi di alta qualità”.

Inoltre, Apple ha promesso di utilizzare più componenti da fornitori cinesi nei suoi dispositivi, firmare accordi con aziende di software cinesi, collaborare sulla tecnologia con le università cinesi e investire direttamente in aziende tecnologiche cinesi.

Fino ad oggi, Apple ha per lo più onorato la sua parte dell’accordo, e l’articolo descrive casi eccezionali in cui Apple ha beneficiato della forte relazione per aggirare con successo le limitazioni che normalmente sarebbero imposte alle aziende straniere.

La Cina è uno dei mercati di consumo più grandi e in più rapida crescita del mondo, ma la sua economia e il suo governo operano secondo regole e valori molto diversi da quelli che le imprese affrontano nelle democrazie capitaliste occidentali. Come tale, accordi come questo non sono rari per le aziende straniere che operano in Cina, anche se non sono sempre così segreti.

Apple ha ottenuto risultati migliori in Cina rispetto alla maggior parte delle aziende tecnologiche americane paragonabili, e l’inchiesta sostiene che questo è in gran parte grazie al lobbismo di Cook, e alle sue capacità di stringere accordi e costruire solide relazioni.

La Cina rappresenta il 19 per cento delle vendite totali di Apple, in aumento di quattro punti rispetto ad appena un anno fa.

S.N.