I russi lasciano Cuba

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CUBA – Havana 01/06/13. La società petrolifera statale russa Zarubezhneft ha annunciato di voler abbandonare perforazione al largo delle coste settentrionali di Cuba.

Quest’abbandono è il quarto consecutivo in due anni e segna un nuovo crollo per i sogni cubani di autosufficienza energetica. Zarubezhneft ha confermato lo stop  a causa di problemi “geologici”, ma ha poi aggiunto, tramite la Reuters, che riprenderà la sua esplorazione del prossimo anno. Il ritiro russo era prevedibile perché la società norvegese proprietaria della piattaforma di perforazione, Songa Mercur, aveva già annunciato che avrebbe lasciato le acque cubane a luglio. Le acque al largo di Cuba hanno un notevole potenziale petrolifero ancora da scoprire, tra i 4,6 miliardi e 9,3 miliardi di barili. Il governo cubano stima il potenziale valore delle riserve a 20 miliardi di euro. Già la spagnola Repsol aveva investito 100 milioni di dollari nella prima parte del 2012, senza successo, utilizzando la piattaforma di perforazione Scarabeo 9, costruita ad hoc in Cina per evitare le restrizioni dell’embargo Usa. Poi era arrivata la malese Petronas, seguita dalla russa Gazprom e e dalla Petroleos de Venezuela sa (Pdvsa); tutte hanno però lasciato le acque cubane, alla fine dello scorso anno. La promessa russa di tornare è tuttavia attendibile visto l’impegno del governo Putin di riprendere i legami politici e commerciali con gli ex alleati di L’Avana. L’annuncio di Zarubezhneft comperta che per almeno due anni, Cuba dovrà continuare a fare affidamento sui circa 96mila barili di petrolio che riceve ogni giorno dal Venezuela, circa i due terzi del suo consumo interno.