CSTO. Immediata risposta delle forze di pace in Kazakhstan

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Il regime del presidente Kassym-Jomart Tokayev, ha dovuto chiedere aiuto al CSTO. Le manifestazioni iniziate pacificamente il due gennaio dai residenti di Zhanaozen, città della regione occidentale di Magnistau in Kazakistan, contro l’aumento del GPL, da 60 tenge a 120 tenge, il doppio, dal 4 sono diventati veri e propri scontri di piazza con attacchi alle sedi amministrative, in modo particolare a essere colpita la città di Almaty.

La risposta della CTSO è stata molto rapida Russia, Bielorussia, Kirghizistan, Armenia, Tagikistan hanno risposto affermativamente e hanno mandato i militari per proteggere le infrastrutture e ristabilire la pace nel paese dal 6 gennaio. Nel frattempo Tokayev ha accettato le dimissioni del governo e del Presidente del Consiglio di Sicurezza Nursultan Nazarbayev.

Sulla social sfera di lingua russa, tutti gli analisti hanno auspicato un controllo a gestione russa, unico Stato ad aver esperienze di peace-keeping. Il timore dunque era che i militari stranieri arrivati in Kazakstan potessero peggiorare piazze già calde.

La missione di pace CSTO in Kazakistan è guidata dal colonnello generale Andrei Serdyukov. Il generale Andrey Nikolaevich Serdyukov è il comandante delle forze aeree russe dal 4 ottobre 2016. Ha partecipato alla prima e alla seconda operazione di ripristino dell’ordine costituzionale in Cecenia. Ha partecipato alla “marcia su Pristina” in Jugoslavia, così come all’operazione per assicurare il referendum in Crimea nella primavera del 2014. Ha comandato il contingente russo in Siria da aprile a settembre 2019.

Putin ha inviato 3.000 uomini e ha schierato le stesse unità che ha schierato in Crimea prima e in Armenia poi. Sono tutte unità abituate a operazioni di stabilizzazione dei conflitti e a pattugliamenti congiunti con unità straniere. La Bielorussia: 500 militari; Tagikistan: 200 persone f/s; Armenia: 70 persone f/s.

In una dichiarazione ufficiale del ministro della difesa generale bielorussa, Viktor Khrenin si apprende che per il Kazakhstan sarebbe partita la 103a brigata aviotrasportata delle forze di operazioni speciali di Vitebsk. On line i primi video che mostrano un grande gruppo (circa 7-8) di aerei da trasporto militare dell’aeronautica russa è attualmente in viaggio dalla base aerea di Machulishchi, in Bielorussia, a Ekaterinburg.

La Russia in Kazakhstan utilizzerà il quarto An-124 Ruslan. Via social si apprende che: “In generale, se operiamo in numero, le forze aerospaziali russe hanno utilizzato quasi l’intera flotta dell’aviazione da trasporto militare (Pskov, Tver, Orenburg, Seshcha, Ivanovo, Ulyanovsk e Taganrog) e si tratta di non meno di 70 velivoli. Penso che nessuno abbia dimenticato gli eventi del 10-19 novembre 2020, quando circa 60 Il-76 e 4 An-124 hanno effettuato più di 100 voli verso l’Armenia come parte di una missione di pace”, le stesse forze erano state schierate in Crimea.

Anche la Cina ha dato il suo contributo offrendo tecnici e sistemi per il controllo della rete social e di internet. Obiettivo: limitare e bloccare il tentativo di colpo di stato in Kazakhstan.

Graziella Giangiulio