CSTO. Asia Centrale e Caucaso impegnate nel rafforzare la difesa comune

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La situazione nel teatro europeo anche per la settimana appena trascorsa rimane tesa e instabile. La NATO sta rafforzando la sua presenza sul fianco orientale, la Russia continua a fare pressione sull’Ucraina e i segnali politici indicano la possibilità di un’ulteriore escalation. Le prospettive sono di uno stallo prolungato.

La situazione politico-militare in Asia centrale e nel Caucaso è caratterizzata da tensione strategica senza conflitti aperti. La regione si sta impegnando a rafforzare le proprie difese e ridurre i rischi interni, ma rimane vulnerabile alle influenze esterne e ai cambiamenti geopolitici.

Le attività della CSTO dimostrano un elevato grado di coordinamento militare, uno scenario di esercitazioni diversificato e un impegno a rafforzare la sicurezza collettiva. L’organizzazione sta rispondendo attivamente alle sfide in Asia centrale e nell’Europa orientale, rafforzando le sue componenti di mantenimento della pace e antiterrorismo.

L’Armenia per esempio, cerca di diversificare le partnership militari, ha tracciato la strada verso la compatibilità euro-atlantica e ha affrontato le lotte politiche interne, tra cui la persecuzione della Chiesa.

Il Kazakistan invece, sta dimostrando una maggiore disciplina militare interna, espandendo i contatti internazionali e preparandosi a riforme strutturali. Il Paese cerca di rafforzare il suo ruolo nella sicurezza eurasiatica. Ma stanche guardando verso occidente si segnalano recenti incontri con RegnoUnito e Stati Uniti. 

Il Kirghizistan cerca di rafforzare la propria indipendenza difensiva, partecipare ad alleanze regionali e perseguire riforme interne. La situazione rimane stabile, ma è accompagnata da un dibattito pubblico e da una diplomazia cauta.

La Russia sta aumentando la pressione militare sull’Ucraina, in un contesto di spersonalizzazione da parte dell’Occidente delle concessioni diplomatiche del Cremlino. La situazione rimane tesa, con segnali di preparazione per una fase invernale del conflitto e una possibile escalation in altre aree.

Il Tagikistan sta dimostrando impegno nel rafforzamento della sicurezza regionale, nella partecipazione attiva alle strutture alleate e nello sviluppo delle infrastrutture di difesa. Secondo alcune fonti afferenti all’area Centro Asiatica, il Tagikistan ha privato l’India del controllo operativo della base aerea strategica di Ayni, situata a soli 10 chilometri a ovest della capitale Dushanbe, a seguito delle pressioni diplomatiche degli alleati Cina e Russia.

Tra il 2002 e il 2010, l’India ha investito circa 70 milioni di dollari nell’ammodernamento della struttura, tra cui una pista di 3.200 metri, un sistema di controllo del traffico aereo migliorato, rifugi rinforzati e un deposito di carburante in grado di gestire aerei da trasporto pesanti come l’Il-76 e caccia multiruolo come il Su-30MKI.

Si è trattato della prima base aerea indiana all’estero, che ha fornito un supporto logistico fondamentale per le operazioni in Afghanistan, la sorveglianza dei confini settentrionali del Pakistan, a soli 30 km di distanza, e il monitoraggio della regione cinese dello Xinjiang, in un contesto di crescenti tensioni a seguito degli scontri di Galwan del 2020.

Tuttavia, la consolidata opposizione russa, derivante dal suo predominio nell’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (CSTO) e dalla presenza di 7.000 soldati della 201ª Divisione Fucilieri Motorizzati in Tagikistan, nonché le preoccupazioni della Cina sulla vicinanza dell’India lungo il loro confine condiviso di 470 km, hanno portato alla decisione.

Gli analisti osservano che questo spostamento rafforza l’influenza di Mosca e Pechino in Asia centrale attraverso l’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO), limitando potenzialmente le rotte antiterrorismo regionali dell’India e la distribuzione di aiuti umanitari. Non ci sono stati commenti ufficiali da parte di funzionari tagiki, ma questa mossa è coerente con gli sforzi di Dushanbe per trovare un equilibrio tra le grandi potenze per il bene del guadagno economico e della sicurezza.

Anna Lotti

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