CRISI DEL GAS. TotalEnergies entra nell’espansione di North Field South Project

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La francese TotalEnergies ha firmato sabato scorso un nuovo accordo da 1,5 miliardi di dollari per contribuire all’espansione della produzione di gas naturale del Qatar.

Il presidente di TotalEnergies, Patrick Pouyanne, e il ministro dell’Energia del Qatar, Saad Sherida Al-Kaabi, si sono detti sorpresi dalle notizie secondo cui la Germania si sarebbe opposta a contratti ventennali, insistendo sul fatto che l’Europa deve concordare contratti più lunghi per garantire le forniture, riprota Rfi.

La società francese avrà una partecipazione del 9,3% nel progetto North Field South del Qatar, parte delle più grandi riserve di gas naturale del mondo, ha dichiarato Kaabi durante la firma. Pouyanne ha dichiarato che TotalEnergies investirà 1,5 miliardi di dollari nel nuovo giacimento.

A giugno aveva già accettato di investire più di 2 miliardi di dollari nel North Field East del Qatar. Il 25% del giacimento sarà riservato a imprese straniere e altri accordi dovrebbero essere annunciati nelle prossime settimane.

La britannica Shell, l’italiana Eni e le statunitensi ConocoPhillips ed ExxonMobil hanno già firmato per far parte del North Field East.

Il Qatar ha avviato una massiccia espansione dell’intero North Field, con l’obiettivo di aumentare la produzione di gas naturale liquefatto di oltre il 60% entro il 2027.

Il Qatar è uno dei principali produttori mondiali di Gnl, insieme a Stati Uniti, Australia e Russia. La Qatar Energy, di proprietà statale, stima che il giacimento del Nord contenga circa il 10% delle riserve di gas naturale conosciute al mondo.

L’entrata in funzione del Gnl dal giacimento settentrionale è prevista per il 2026. Le riserve offshore si estendono oltre il confine marittimo con l’Iran, i cui sforzi per sfruttare l’adiacente giacimento South Pars sono stati ostacolati dalle sanzioni statunitensi.

La Corea del Sud, il Giappone e la Cina sono tradizionalmente i principali mercati per il Gnl del Qatar. Il gas del Qatar è tra i più economici da produrre e ha alimentato un boom economico nel piccolo emirato del Golfo, che ora è uno dei Paesi più ricchi del mondo.

Luigi Medici