L’esercito in Crimea è affare interno

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RUSSIA – Mosca, 20/03/2014. Dopo che il “ricongiungimento” di Crimea e di Sebastopoli con la Federazione russa sarà legalmente formalizzato, la Russia non sarà obbligata a negoziare con nessuno la presenza di forze armate convenzionali dispiegate nella penisola.

Lo ha annunciato il 20 marzoViktor Ozerov, il presidente del Comitato del Consiglio della Federazione per la Difesa e la Sicurezza, durante un incontro con rappresentanti militari stranieri, riporta l’agenzia Kyminform: «Da quando la Crimea e Sebastopoli hanno espresso il desiderio di essere parte della Federazione russa, e quando l’accrodo sarà formalizzato giuridicamente, dal Consiglio della Federazione, la Crimea è territorio russo, e dove e come vengono dislocate le forze armate è esclusiva nostra decisione» hanno riportato i media russi. Ozerov  ha ricordato che gli accordi già negoziati sulla presenza della Flotta russa del Mar Nero con l’Ucraina, che prevedevano un numero di 25 mila soldati da dislocare in Crimea, in tutti i casi non sono stati mai superati. Ha sottolineato che la Russia chiede ai partner europei, dopo la sospensione da parte russa del Trattato sulle Forze Armate Convenzionali in Europa, di rinegoziare e concordare su nuove basi: «Stiamo cercando di associare agli accordi di Istanbul, un accordo sulla Transnistria, su cui occorre sedersi e negoziare, in modo che nessuno pensi che la Russia si ponga al di fuori del diritto internazionale».