L’occhio del Cremlino su Internet

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RUSSIA – Mosca 28/09/2014. La Duma ha approvato un disegno di legge per accelerare una nuova serie di regolamenti su Internet che, secondo gli esperti, potrebbe mettere al bando Facebook, Booking.com e Amazon. 

La legge impone a tutte le aziende on-line di registrare i dati personali degli utenti residenti sul territorio russo; è stata approvata lo scorso luglio ed entrerà in vigore nel settembre 2016.  Preoccupato per la necessità di «garantire una protezione più rapida ed efficace dei diritti dei cittadini russi alla riservatezza delle telecomunicazioni e la sicurezza dei dati personali», il legislatore russo ha presentato un disegno di legge per far scattare il vigore della legge nel 2017, secondo il sito della Duma. Il disegno di legge che impone il  vigore al 1 gennaio 2015 è stato approvato in seconda lettura il 24 settembre.  La Information & Computer Technologies Industry Association ha detto in una lettera aperta alla Duma il 22 settembre che la legge potrebbe paralizzare settore IT della Russia.  Nel paese mancano le strutture tecniche per ospitare i database con i dati personali degli utenti, e la creazione di infrastrutture nei restanti tre mesi è impossibile, si legge nella lettera.  «La maggior parte delle aziende saranno costrette a sospendere le loro operazioni, infliggendo danni incalcolabili all’economia russa», afferma l’Associazione. Ma l’appello non è riuscito a influenzare i legislatori, che hanno inserito il dl in una corsia preferenziale, una procedura che implica l’approvazione da parte del Cremlino, che comunque non ha commentato l’iniziativa. 

Il governo intende costituire un elenco di società che abbiano violato la nuova legge, secondo il  Kommersant del 25 settembre; non sono previste ancora sanzioni per chi viola la legge, ma la Russia ha inseriti nella blacklist alcuni siti web dal 2011.  Il disegno di legge dovrebbe applicarsi ad una vasta gamma di servizi web, comprese le reti sociali come Twitter e Facebook, i servizi di prenotazione, come Booking.com o Skyskanner e rivenditori online come Amazon. Il giro di vite sulle attività on line è iniziato alla fine del 2011, quando Mosca è stata interessata da grandi proteste anti-Putin in gran parte coordinate online. 

Sono state introdotte diverse Internet blacklist extragiudiziali, dando luogo a preoccupazioni di un’accresciuta censura politica. Da allora i più popolari blogger “politici” devono registrarsi presso enti governativi di controllo. Nel frattempo, Skype, Twitter e Facebook sono tutti “minacciati” di essere bloccati.