COVID 19. Spagna: è seconda ondata

111

Il 16 agosto l’Organizzazione Mondiale della Sanità comunica che i nuovi casi di Covid-19 nelle ultime 24 ore sono aumentati di 294.000 unità: il numero più alto di incrementi dall’inizio della pandemia. Nei Paesi extra UE l’epidemia si diffonde velocemente; in Europa la situazione preoccupa per l’arrivo della seconda ondata: dopo i sacrifici provocati dal lockdown la vita sociale è ripresa e molte persone, soprattutto giovani, partecipano alla vita sociale notturna senza adottare rigorosamente le misure precauzionali. È il caso della Spagna, che si era risollevata dalla virulenta diffusione del virus, ma che il 15 agosto 2020, dopo una esponenziale salita dei contagi, registra un aumento di circa 16.000 contagi in più rispetto al giorno precedente con una media di 7.413 contagi in più al giorno negli ultimi 6 giorni.

La prima infezione il 31 gennaio 2020, quindi altre due a febbraio e solo dal 25 febbraio i contagi incominciano ad aumentare rapidamente. Il Covid-19 colpisce il sistema sanitario spagnolo, uno dei migliori al mondo, in un periodo di particolare vulnerabilità a causa della politica dei tagli alla sanità pubblica effettuati negli anni precedenti per la crisi economica. Il 17 marzo 2020, il governo spagnolo dichiara lo stato di emergenza nazionale, mobilitando l’esercito e disponendo la chiusura di scuole e università, negozi, bar e ristoranti e di qualsiasi luogo aperto al pubblico. I movimenti dei cittadini sono consentiti soltanto per recarsi al lavoro, nei centri di cura o dal medico, o per acquistare generi di prima necessità. La polizia di Madrid per scongiurare gli assembramenti e far rispettare e le misure precauzionali utilizza droni. Le misure termineranno gradualmente tra la fine di maggio e giugno.

Il governo attua misure eccezionali per evitare il collasso del sistema sanitario: gli operatori sanitari privati sono temporaneamente assunti e messi a disposizione del sistema sanitario nazionale; i responsabili sanitari regionali possono utilizzare “tutti i mezzi” necessari del “sistema privato” e tutte le aree pubbliche e private sono convertibili in nuovi spazi dove poter assistere i pazienti. Sono utilizzati dal sistema nazionale sanitario tutti i medici che hanno completato gli esami di specializzazione pur non avendo conseguito ancora il diploma. Gli studenti di medicina che stanno frequentando il quarto anno e le residenze sanitarie vedono prorogati i contratti. Le autorità pubbliche impongono alle aziende e agli ospedali privati di produrre materiali sanitari di consumo e dispositivi di protezione individuali. È la prima volta nella democrazia spagnola che misure così severe e coordinate in materia di salute sono state formalmente dichiarate e vengono adottate congiuntamente da tutte le comunità autonome e le città.

Tra luglio e agosto la voglia di incontrarsi, l’arrivo di turisti, le discoteche favoriscono la ripresa della pandemia nella fascia più giovane di età dai 20 ai 50 anni: il 15 agosto si arriva ad un incremento di circa 16.000 contagi Covid-19. Lo sforzo delle istituzioni è notevole ed è ben fatta la campagna di informazione. Il 14 agosto il ministero della sanità e le comunità autonome si accordano all’unanimità su ulteriori azioni coordinate per arginare la pandemia: si attua una stretta ulteriore sulla vita notturna (discoteche, stabilimenti balneari, bar e pub); si dispongono ulteriori controlli sul personale infermieristico e medico delle strutture di assistenza per soggetti vulnerabili e si adottano restrizioni per i familiari che intendano visitarli. La speranza è quella di non tornare alla situazione del 17 marzo scorso.

Redazione