COVID 19. Ecco la Variante Delta del Myanmar: medici in clandestinità, mascherine e ossigeno bloccati dalla giunta militare

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I medici sono tra le persone più rispettate In Myanmar, e quindi la loro decisione di opporsi al colpo di stato militare del 1° febbraio che ha abbattuto il governo civile eletto ha avuto un peso immenso tra la popolazione: operano in clandestinità.

Una stima fornita da esperti di salute pubblica in Myanmar prevede che il 50% dei 55 milioni di persone del Myanmar sarà infettato entro tre settimane dalla variante Alpha o Delta del Covid-19. Ci si aspetta che la popolazione sarà decimata di almeno 10-15 milioni quando il Covid avrà finito con il Myanmar.

Tra le necessità, poche in India, l’ossigeno. La cosa più terribile è che non c’è più ossigeno nel paese, o meglio, l’ossigeno c’è, ma lo ricevono solo i militari.

Si fanno quindi accordi tra la gente per “condividere” bombole di ossigeno tra i più malati per alcune ore, poi passando il dispositivo a un altro paziente molto malato per le sue poche ore di speranza di sopravvivenza. Nessun ospedale accetta più pazienti, nemmeno quelli privati più costosi. Alcuni degli infetti da Covid muoiono sui gradini davanti agli ospedali che li rifiutano: causa di morte, senza test, “polmonite” come causa di morte.

Gli operatori sanitari, che hanno iniziato la disobbedienza civile contro il colpo di stato il 2 febbraio, stanno facendo quello che possono ma ancora, le maschere C95 e N95 e i DPI sono impossibili da trovare, nonostante i container pieni di queste maschere si trovino nel porto di Yangon, dove il dipartimento delle dogane non le fa uscire. È stato stimato che il sistema sanitario pubblico crollerà completamente, a questo ritmo di infezione, probabilmente entro due settimane.

L’attuale miseria del Myanmar è quasi interamente un problema politico: una lotta d’élite tra i capi dell’esercito e il governo civile legittimamente eletto ha portato al colpo di stato del 1° febbraio. Lo scoppio della disobbedienza civile e della resistenza armata sembra essere stato imprevisto dal leader del colpo di stato, il comandante in capo dell’esercito, il generale Min Aung Hlaing.

Da maggio, c’è stato un fiorire di gruppi armati di contro-resistenza che hanno assassinato aderenti al partito democratico, e poi è arrivata la variante Delta di Covid-19. Secondo Myanmar Now, «un intervento umanitario senza precedenti» è necessario ma i media statali hanno riportato i discorsi del capo della giunta, che chiaramente non ha intenzione di chiedere aiuto a nessuno, se non al ministro della difesa russo Sergey Shoigu.

La Russia può solo offrire vaccini Sputnik non approvati dall’oma, che arriveranno in alcuni anni. La Cina è impegnata a rinforzare ed estendere una recinzione di confine elettrificata; si estende già per 500 chilometri a est e a ovest del più grande posto di confine Cina-Myanmar. Pechino ha chiuso tutti i valichi di frontiera, ma ha anche schierato squadre di analisi e trattamento del Covid in alcune aree controllate da gruppi etnici armati maoisti per vaccinare tutti. In queste aree, i nuovi arrivati vengono testati, messi in quarantena e poi vaccinati.

E le Nazioni Unite? Il lavoro delle agenzie Onu si rivela inadeguato, ostacolate come sono dalle norme legali internazionali sulla sovranità. Pe non parlare del’impoissiiblità di una missione di peace enforcing con la Russia e la Cina nel Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

Infine l’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico si è finora bloccata sul Myanmar, avendo concordato con Min Aung Hlaing un iter in cinque punti il 24 aprile, iter che è stato completamente ignorato dalla giunta di Naypyitaw.

Maddalena Ingroia