CORONAVIRUS. Riprende lo studio sull’idrossiclorochina

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Un importante studio della idrossiclorochina è stato ritrattato dai tre suoi autori, che hanno tolto la loro firma allo studio.

L’articolo, pubblicato sulla rivista Lancet il mese scorso, riporta Npr, ha concluso che l’idrossiclorochina, assunta da sola o con un antibiotico, per trattare i pazienti con Covid-19 non è stata di alcun beneficio e in realtà ha aumentato il rischio di morte di un paziente.

La pubblicazione dello studio ha spinto l’Organizzazione Mondiale della Sanità a interrompere il proprio studio sull’idrossiclorochina. L’Oms ha ora ripreso lo studio. Il documento di Lancet ha analizzato i dati, che si supponeva provenissero da pazienti Covid-19 in più di 600 ospedali in tutto il mondo. I dati sono stati raccolti da una società privata chiamata Surgisphere, il cui fondatore, Sapan Desai, è un coautore dello studio.

Sono state sollevate preoccupazioni sull’accuratezza dei dati e il documento ha iniziato ad attirare critiche a pochi giorni dalla sua pubblicazione. In una lettera aperta a Lancet più di un centinaio di scienziati e clinici hanno chiesto alla rivista di fornire dettagli sui dati e hanno chiesto che lo studio fosse convalidato in modo indipendente.

Così Lancet ha lanciato una revisione indipendente e ha chiesto a Surgisphere di trasferire il loro database completo per la valutazione. Surgisphere ha accettato la revisione, ma i revisori di terze parti hanno detto a Lancet che non erano in grado di accedere a tutti i dati, perché la società ha detto che ciò avrebbe violato gli accordi con i clienti e i requisiti di riservatezza.

È stata questa mancata revisione indipendente dei dati che ha spinto tre degli autori dello studio a ritrattare il documento, dicendo che «non possono più garantire la veridicità delle fonti di dati primarie». Lancet ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma di prendere le questioni di integrità scientifica «in maniera estremamente seria», e ci sono ancora molte questioni in sospeso su Surgisphere e sui dati utilizzati nello studio.

L’azienda ha rilasciato una dichiarazione sul suo sito web che promette trasparenza, e dice che sta lavorando per rispondere a tutte le domande sui dati che ha fornito.

Maddalena Ingroia