CORONAVIRUS. Al via i test per il vaccino. Alte le speranze

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È aperta da tempo, in diversi paesi, la competizione scientifica per trovare un vaccino al covid19 e forse si vede la fine del tunnel. Gli scienziati cinesi hanno scoperto che i macachi rhesus infettati da covid19 hanno sviluppato anticorpi e quindi immunità.

Stando a quanto riporta Scmp, gli scienziati che hanno infettato le scimmie con il coronavirus che causa covid19 hanno scoperto che gli animali che hanno recuperato la salute hanno sviluppato un’immunità efficace dalla malattia.

L’esperimento delle scimmie condotto da un’équipe dell’Accademia cinese delle scienze mediche potrebbe contribuire a dissipare la paura di possibili ricadute da covid19. 

I dettagli dell’esperimento sono stati resi disponibili il 14 marzo scorso su bioRxiv, un sito web per studi in attesa di revisione. L’esperimento sugli animali supporta le osservazioni fatte da alcuni medici in prima linea nella lotta contro la malattia e lancia segnali incoraggianti e di speranza.

Nel frattempo, riporta Bloomberg, le major farmaceutiche Sanofi e Regeneron Pharmaceuticals Inc. inizieranno presto a valutare un trattamento sperimentale in pazienti ospedalizzati con gravi forme di covid19, hanno detto il 16 marzo i produttori di farmaci.

Le due aziende hanno iniziato una sperimentazione clinica per un anticorpo monoclonale completamente umano che inibisce la cosiddetta via dell’interleuchina 6 (IL-6). Regeneron, che guiderà le sperimentazioni negli Stati Uniti, inizierà immediatamente ad arruolare fino a 400 pazienti in 16 siti. Sanofi condurrà i prossimi studi al di fuori degli Stati Uniti nelle prossime settimane.

L’obiettivo che il trattamento sperimentale sta prendendo di mira potrebbe dare una risposta alla pesante forma infiammatoria iperattiva nei polmoni dei pazienti che sono gravemente o criticamente malati di covid19, si legge in un comunicato delle due case farmaceutiche.

Nel corso degli studi, la francese Sanofi e la statunitense Regeneron, valuteranno l’impatto del medicinale sulle febbri dei pazienti e sulla necessità di ossigeno supplementare.

In un primo test iniziale, cinese, ancora non rivisti scientificamente, gli scienziati hanno identificato le prove preliminari che l’IL-6 può giocare un ruolo importante nel guidare la risposta immunitaria infiammatoria che causa acuta sofferenza respiratoria in pazienti gravemente malati di covid19.

Inoltre stando a Itv, i primi partecipanti a uno studio clinico per un vaccino contro il coronavirus hanno iniziato i test il 16 marzo, secondo il governo americano. I funzionari della sanità pubblica Usa dicono che ci vorrà un anno o 18 mesi per convalidare completamente qualsiasi potenziale vaccino covid19.

Gli scienziati del Kaiser Permanente Washington Health Research Institute di Seattle stanno conducendo la sperimentazione, finanziata dai National Institutes of Health degli Stati Uniti. I test inizieranno con 45 giovani volontari sani con diverse dosi di vaccini co-sviluppati da Nih e dalla casa Moderna. I funzionari dicono che non c’è alcuna possibilità che i partecipanti possano essere infettati dai jab, in quanto non contengono il virus stesso.

L’obiettivo della sperimentazione è quello di verificare che i vaccini non mostrino effetti collaterali, preparando il terreno per test più ampi. 

Antonio Albanese