
La Corea del Sud ha iniziato a schierare il suo missile balistico convenzionale più potente, l’Hyunmoo-5 alle unità in prima linea; una mossa che sottolinea l’impegno di Seul nel rafforzare la deterrenza contro la Corea del Nord.
Il missile terra-terra, in grado di trasportare una testata fino a otto tonnellate, ha iniziato a essere impiegato dalle unità in prima linea alla fine dello scorso anno e si prevede che completerà il suo pieno dispiegamento operativo prima che l’attuale amministrazione lasci l’incarico nel 2030, secondo i militari. È considerata l’arma più potente della Corea del Sud fino ad oggi, riporta Korea Times.
L’Hyunmoo-5 è progettato per colpire strutture sotterranee interrate in profondità, inclusi i bunker di comando che si ritiene siano utilizzati dalla leadership e dalle forze strategiche della Corea del Nord. È stato presentato pubblicamente durante gli eventi della Giornata delle Forze Armate della Corea del Sud nel 2024 e nel 2025, attirando l’attenzione per le sue dimensioni e il suo potenziale distruttivo in un contesto di crescenti tensioni per la sicurezza regionale.
Nonostante la potenza del missile, gli analisti mettono in guardia dal sopravvalutarne la capacità di neutralizzare i siti sotterranei più protetti della Corea del Nord.
Secondo il Korea Defense Network, l’Hyunmoo-5 rappresenta il missile strategicamente più significativo mai schierato nella serie Hyunmoo della Corea del Sud, ma presenta limitazioni fisiche: ”È dotato di una testata convenzionale ad altissimo rendimento e, riducendo il carico utile, potrebbe teoricamente estendere la sua gittata a circa 3.000 chilometri, con alcuni che lo paragonano persino a un missile di classe intercontinentale. In termini di pura potenza e segnalazione strategica, è il missile più potente mai schierato dalla Corea del Sud”.
Dal punto di vista della Corea del Nord, il missile rappresenta una seria minaccia, soprattutto perché le capacità di intercettazione missilistica di Pyongyang rimangono limitate, alla luce delle prestazioni reali non uniformi dei sistemi di difesa aerea S-300 e S-400 di fabbricazione russa, simili a quelli utilizzati dalla Corea del Nord.
Tuttavia, prosegue il Centro, l’efficacia del missile contro le strutture sotterranee della Corea del Nord dovrebbe essere valutata con maggiore cautela. Molte delle principali installazioni sotterranee di Pyongyang si trovano a più di 100 metri di profondità, spesso sotto il substrato granitico comune nella penisola coreana.
L’uso da parte degli Stati Uniti del penetratore di artiglieria GBU-57, che si stima possa penetrare per circa 60 metri in rocce più morbide come l’arenaria, ma che non è ancora riuscito a neutralizzare completamente le strutture sotterranee in Iran: “Le strutture della Corea del Nord sono più profonde – spesso dai 100 ai 150 metri – e costruite in condizioni geologiche molto più difficili (…) Di conseguenza, è irrealistico affermare che le sole armi convenzionali, incluso l’Hyunmoo-5, possano distruggere completamente tali strutture. Senza armi nucleari, la penetrazione completa non è fattibile”.
L’esercito sudcoreano ha promosso l’Hyunmoo-5 come elemento centrale della dottrina Korea Massive Punishment and Retaliation, o KMPR, uno dei tre pilastri della strategia di deterrenza del Paese contro la Corea del Nord, insieme al concetto di attacco preventivo Kill Chain e al sistema di difesa aerea e missilistica della Corea.
Seul sta inoltre sviluppando sistemi missilistici ad alta potenza di nuova generazione, informalmente noti come Hyunmoo-6 e Hyunmoo-7, che si ritiene abbiano gitti maggiori o capacità di penetrazione migliorate.
Luigi Medici
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