COREA DEL SUD. Il fronte della guerra passerà per le isole al confine nordcoreano

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Negli ultimi mesi, la retorica di Pyongyang nei confronti di Seul si è fatta più dura e il suo arsenale di armi si sta espandendo. A gennaio, la Corea del Nord ha affermato di aver testato con successo un nuovo missile a raggio intermedio a combustibile solido dotato di una testata ipersonica e di aver testato un sistema di droni sottomarini che, a quanto pare, può trasportare una testata nucleare. Gli analisti hanno affermato che tali sperimentazioni facevano parte degli sforzi del Nord per realizzare armi in grado di colpire obiettivi statunitensi in Asia, come l’isola di Guam nel Pacifico.

A novembre, la Corea del Nord ha messo in orbita il suo primo satellite da ricognizione e ha annunciato l’intenzione di lanciare altri satelliti. Se funzioneranno come previsto, potrebbero contribuire a rafforzare le sue capacità di raccolta di informazioni da usare in caso di conflitto, riporta Nikkei.

Accanto a questi sviluppi, i media statali della Corea del Nord e il leader Kim Jong Un hanno rilasciato una serie di dichiarazioni inquietanti. Kim aveva affermato a gennaio che l’unificazione, obiettivo dichiarato a lungo termine della Corea del Nord e della Corea del Sud, non era più possibile e che i due paesi sono “Stati ostili”. Sempre il mese scorso, Kim ha descritto la Corea del Sud come il “principale nemico” del suo Paese.

Queste osservazioni contrastano nettamente con la precedente retorica del Nord che descriveva i due paesi come membri divisi dello stesso gruppo etnico tenuti separati dalla presenza militare statunitense in Corea del Sud, che risale alla Guerra di Corea del 1950-53.

In risposta, il presidente sudcoreano Yoon Suk Yeol si è impegnato a rispondere con la forza a qualsiasi provocazione nordcoreana. Yoon dovrà affrontare una prova elettorale assai importante ad aprile, quando i sudcoreani voteranno alle elezioni legislative. I sondaggi determineranno se Yoon potrà ottenere abbastanza seggi per approvare la legislazione per il resto del suo mandato di cinque anni o se dovrà essere considerato un’”anatra zoppa”.

Dopo decenni di pace difficile nella penisola coreana, il conflitto sembra imminente per alcuni analisti statunitensi mentre per altri sudcoreani un conflitto sembra ancora lontano poiché sostengono che non c’è nulla nella retorica di Kim che indichi una chiara volontà di iniziare un conflitto con un paese che ha dietro di sé gli States.

Inoltre, Pyongyang utilizza da tempo test sulle armi e dichiarazioni aggressive per aumentare le tensioni come un modo per guadagnare influenza nei negoziati, in particolare durante i periodi di cambiamento politico negli Stati Uniti e in Corea del Sud: Seul andrà a elezioni ad aprile e Washington a novembre.

Le circostanze sulla linea di confine, terrestre e marittima, come sull’isola di Yeonpyeong e in altre comunità di confine fanno sì che le tensioni in corso potrebbero innescare conflitti, che Pyongyang lo voglia o meno. 

Nel 2023 poiché i rapporti tra Pyongyang e Seoul si sono deteriorati, entrambe le parti hanno annullato un accordo firmato durante un periodo di riavvicinamento nel 2018, in base al quale avevano accettato di non svolgere attività militari lungo il confine, con l’obiettivo di allentare le tensioni.

Dall’abbandono le esercitazioni lungo le la linea di confine marittimo si sono susseguite in questi mesi e l’insicurezza tra i residenti delle isole si è diffusa, con la paura di divenire in un attimo prima linea di fuoco in un conflitto tra le dei Coree. 

Luigi Medici

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