
L’Agenzia di intelligence della difesa sudcoreana (DIA) ha confermato che le ubicazioni degli impianti di arricchimento dell’uranio della Corea del Nord sono classificate come segreti congiunti tra Corea del Sud e Stati Uniti, una classificazione che potrebbe compromettere gli sforzi dell’amministrazione di Lee Jae Myung per contenere le ripercussioni politiche delle dichiarazioni pubbliche di un ministro in merito al sito.
La DIA ha reso nota la classificazione in una risposta scritta al deputato del Partito del Potere Popolare, PPP, Lim Jong-deuk, membro della Commissione Difesa Nazionale dell’Assemblea Nazionale, mercoledì scorso, e condivisa con il quotidiano JoongAng Ilbo, che riprende la storia:”I nomi specifici delle località, compresi i siti in questione, sono classificati come segreti congiunti”, ha dichiarato l’agenzia.
I segreti congiunti sono informazioni classificate prodotte o condivise congiuntamente tra Corea e Stati Uniti, tra cui informazioni sui movimenti militari della Corea del Nord e piani operativi congiunti. Il livello di “segreto” nella condivisione di informazioni tra Corea e Stati Uniti corrisponde al segreto militare di Classe II del sistema a tre livelli della Corea del Sud.
Gli Stati Uniti hanno espresso preoccupazione dopo che il ministro dell’Unificazione sudcoreano ha rivelato l’esistenza del sito nucleare nordcoreano di Kusong.
La conferma mette i militari in contrasto con il presidente Lee, che aveva difeso il ministro dell’Unificazione Chung Dong-young dopo che quest’ultimo aveva pubblicamente indicato Kusong, nella provincia nordcoreana di Pyongan Settentrionale, come uno dei principali siti nucleari nordcoreani durante una sessione parlamentare il 6 marzo scorso.
Chung ha ribadito che le sue dichiarazioni si basavano su informazioni già pubbliche, affermando di trovare “profondamente imbarazzante” che un fatto ben noto venga definito una fuga di notizie.
Lunedì scorso, durante il suo discorso alla Camera dei Rappresentanti, il presidente ha ribadito la posizione difensiva, affermando che “tutte le affermazioni e le azioni basate sul presupposto che il ministro Chung abbia divulgato informazioni classificate fornite dagli Stati Uniti sono errate”.
Gli analisti dell’intelligence, tuttavia, sostengono che esista una distinzione fondamentale tra le analisi o le stime formulate da istituti di ricerca o organi di stampa e la conferma formale di tali informazioni da parte di un alto funzionario governativo.
Chung aveva affermato che il suo riferimento a Kusong si basava sulle dichiarazioni del direttore generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA), ma una dichiarazione rilasciata dall’AIEA, contenente le osservazioni del direttore generale Rafael Grossi al consiglio dei governatori dell’AIEA, non menzionava Kusong.
Il Ministero dell’Unificazione ha poi difeso Chung citando un rapporto del CSIS, Servizio di Sicurezza Nazionale britannico, insieme a fonti precedenti, come un rapporto del 2016 dell’Istituto per la Scienza e la Sicurezza Internazionale. Tuttavia, Victor Cha, presidente del CSIS per la Corea, ha pubblicato su X che l’organizzazione “non ha mai redatto un rapporto sugli impianti nucleari di Kusong”, distinguendolo dall’analisi condotta sul sito nordcoreano di Yongdok-tong, adibito a test nucleari ad alto potenziale esplosivo, sempre a Kusong.
Oltre al nome del sito, Chung ha fatto riferimento anche a dati tecnici specifici, tra cui le percentuali di arricchimento e il numero di barre di combustibile, che secondo gli analisti potrebbero consentire a Pyongyang di dedurre le precise capacità e i parametri orbitali dei satelliti da ricognizione statunitensi.
L’episodio ha inoltre messo in luce le tensioni tra Seul e Washington. Il Ministero della Difesa Nazionale ha inizialmente respinto le notizie di una protesta formale da parte del Generale Xavier Brunson, comandante delle Forze Armate statunitensi in Corea, definendole “fattualmente errate”.
Tuttavia, il Generale Brunson ha espresso davvero le sue preoccupazioni alle controparti di Seul durante una videoconferenza alla fine di marzo.
Mercoledì scorso, dopo il clamore delle interrogazioni e richieste da parte di maggioranza e opposizione i membri del PPP della Commissione Affari Esteri e Unificazione dell’Assemblea Nazionale hanno chiesto l’immediato licenziamento del ministro Chung.
Tommaso Dal Passo
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