COREA DEL NORD. Yoon accusato di favoreggiamento verso Pyongyang 

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L’ex presidente sudcoreano Yoon Suk Yeol rischia una grave incriminazione per “aver favorito il nemico”, in relazione a una presunta operazione di invio di droni in Corea del Nord. I pubblici ministeri sostengono che l’operazione segreta fosse un pretesto per giustificare l’imposizione della legge marziale. Questo sviluppo segna una grave crisi politica e legale per l’ex leader, già detenuto con l’accusa di insurrezione.

Yoon Suk Yeol è stato incriminato il 10 novembre con l’accusa di “aver favorito il nemico”, una grave accusa derivante da una controversa operazione di droni diretta contro la Corea del Nord. L’indagine del procuratore speciale ha concluso che l’incidente dell’ottobre 2024 ha portato alla compromissione di segreti militari dopo che i droni si sono schiantati vicino a Pyongyang, riporta il quotidiano turco Yeni Safak.

Secondo il team del procuratore speciale guidato da Cho Eun-suk, l’ex presidente avrebbe autorizzato l’invio di droni per provocare una rappresaglia da parte della Corea del Nord. Gli inquirenti affermano che questa escalation pianificata mirava a creare una giustificazione per dichiarare la legge marziale nel dicembre 2024, una mossa per la quale Yoon deve affrontare accuse distinte di insurrezione. L’ex presidente è in carcere dal luglio scorso.

La procura ha anche rilevato la repsonsabilità di alti funzionari militari dell’amministrazione di Yoon. L’ex Ministro della Difesa Kim Yong-hyun e l’ex capo del Comando di Controspionaggio della Difesa Yeo In-hyung sono stati incriminati per favoreggiamento del nemico e abuso di potere. Inoltre, il capo del Comando Operazioni Droni, Kim Yong-dae, è stato accusato di ostruzione e falsificazione di documenti.

Questa incriminazione senza precedenti di un ex presidente per azioni riguardanti la Corea del Nord sta provocando una serie di scosse profonde nel panorama politico della penisola coreana. Il caso evidenzia le profonde divisioni politiche interne in Corea del Sud, un alleato chiave degli Stati Uniti e non solo, ricorda il quotidiano turco menzionando gli investimenti turchi, in Asia, e solleva seri interrogativi sulla stabilità e sui protocolli di sicurezza all’interno dell’establishment militare sudcoreano.

Luigi Medici 

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