COREA DEL NORD. Pyongyang: stop alle telefonate con Seul

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A quanto si apprende dai media della Corea del Sud, la Corea del Nord non ha ben accolto la notizia che Corea del Sud e gli Stati Uniti compiranno esercitazioni militari congiunte la prossima settimana.

Per protesta, il Nord si rifiuta di rispondere alle chiamate sulle linee di comunicazione che sono state recentemente ripristinate. La Corea del Nord, secondo fonti locali del arirang, ha detto che farà sentire a Seul e Washington (citazione) “una crisi di sicurezza ogni minuto”.

Kim Yong-chol, il vice presidente del Comitato Centrale del Partito dei Lavoratori della Corea del Nord, l’11 agosto ha rilasciato una dichiarazione attraverso i media di stato del Nord, sostenendo che le autorità sudcoreane hanno “rifiutato l’opportunità di invertire la situazione”.

Kim ha anche detto che Pyongyang non ha scelta finché Seul e Washington persistono in quello che ha chiamato “confronto”. Precedentemente, il 10 agosto, Kim Yo-jong, la sorella del leader del regime, ha anche denunciato quello che ha definito un “atto di tradimento” da parte delle autorità sudcoreane, avvertendo che i due alleati ne pagheranno il prezzo.

Quando gli è stato chiesto di commentare le osservazioni di Kim Yo-jong, il portavoce del Dipartimento di Stato americano Ned Price ha detto martedì che Washington non nutre alcun intento ostile verso Pyongyang, e ha insistito che le esercitazioni congiunte sono di natura puramente difensiva. Ora, il Nord ha anche ignorato un’altra chiamata programmata dal Sud questa mattina sulla linea di comunicazione che hanno recentemente ripristinato. E questa sembrerebbe essere un’altra forma di protesta.

Le due Coree avrebbero dovuto effettuare la loro seconda telefonata del giorno ma nessun aggiornamento ancora sul fatto che la telefonata abbia avuto luogo o meno. Ma sappiamo che non c’è stata alcuna risposta dal Nord attraverso le linee telefoniche di collegamento o militari in mattinata.

Seul e Pyongyang hanno effettuato due telefonate al giorno alle 9 e alle 17 dal 27 luglio, quando hanno ripristinato le loro linee di comunicazione un anno dopo che erano state interrotte. Ora, ci sono preoccupazioni che il regime possa fare qualche mossa provocatoria come il test di lancio di missili balistici sottomarini. Ma l’opinione prevalente al momento è che il Nord non lo farà subito, date le crisi che sta affrontando in patria, tra cui la carenza di cibo e i danni delle inondazioni.

Il ministero dell’unificazione di Seul sta ribadendo che l’escalation della tensione militare nella penisola coreana non giova a nessuno, e ha chiesto ancora una volta al Nord di tornare presto al dialogo per la pace e la stabilità nella penisola coreana, così come per lo sviluppo delle relazioni transfrontaliere.

Antonio Albanese