
I dati ufficiali confermano le segnalazioni secondo cui i lavoratori nordcoreani continuano a entrare nel Paese travestiti da studenti tirocinanti.
Secondo nuovi dati consolari, nel 2025 la Russia ha concesso oltre 36.000 visti d’ingresso a cittadini nordcoreani, nell’ambito della crescente cooperazione tra i due Paesi sulla questione della guerra in Ucraina.
I dati pubblicati mercoledì mostrano che le missioni diplomatiche russe hanno rilasciato a cittadini nordcoreani un totale di 36.413 visti, un aumento di quattro volte rispetto ai 9.239 visti del 2024, riporta The Korea Times.
Oltre il 98%, ovvero 35.839 visti, erano per motivi di studio, rispetto agli 8.616 dell’anno precedente. Secondo NK Pro aveva già rivelato come le aziende russe utilizzassero i visti studenteschi per reclutare lavoratori nordcoreani. Questi visti vengono in genere ottenuti tramite istituti di istruzione con il pretesto di corsi di formazione professionale, mentre in realtà sono le aziende russe ad assumere i lavoratori.
Questo stratagemma permette agli imprenditori russi di aggirare la Risoluzione 2375 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che vieta ai lavoratori nordcoreani di percepire un reddito all’estero e proibisce agli Stati membri di rilasciare loro permessi di lavoro.
I dati ufficiali dello scorso anno non riportano alcun visto di lavoro per cittadini nordcoreani. L’ultima volta che la Russia ha dichiarato di aver rilasciato un visto di questo tipo a cittadini nordcoreani risale al 2019, prima della scadenza fissata dalle Nazioni Unite per il rimpatrio dei lavoratori nordcoreani all’estero.
Per categoria, nel 2025 la Russia ha rilasciato 266 visti umanitari, 150 di transito, 72 turistici, 47 per affari e sei per privati a cittadini nordcoreani. Ha inoltre rilasciato 33 visti per “servizi”, una categoria non ben definita e distinta da quella diplomatica.
I quasi 36.000 visti per motivi di studio rilasciati ai nordcoreani contrastano nettamente con i soli 367 visti per studenti concessi ai cittadini sudcoreani lo scorso anno. Le cifre non si riferirebbero a studenti, bensì a lavoratori che si recano in Russia in massa.
Sebbene la maggior parte dei visti per i nordcoreani sia stata elaborata dall’ambasciata russa a Pyongyang, 12 di essi sono stati rilasciati dal consolato russo a Chongjin, secondo i dati. Un altro set di dati consolari ha mostrato che nel 2025 un numero maggiore di cittadini nordcoreani ha usufruito dei visti elettronici russi.
La Russia ha rilasciato un totale di 710 visti elettronici ai nordcoreani lo scorso anno, di cui 635 sono effettivamente entrati nel Paese. Questo dato rappresenta un netto aumento rispetto ai soli 37 visti elettronici e 27 ingressi registrati nel 2024. Nel 2023, anno in cui la Russia ha introdotto il servizio, in Corea del Nord è stato elaborato un solo visto elettronico. Secondo i dati, anche nei primi due mesi del 2026 i servizi consolari russi hanno rilasciato 88 visti elettronici.
Un recente rapporto della Citizens’ Alliance for North Korean Human Rights ha rivelato che negli ultimi anni diverse aziende nordcoreane e russe hanno organizzato l’impiego di un gran numero di nordcoreani in Russia, avvertendo che questi lavoratori sono spesso soggetti a trattamenti disumani, orari di lavoro estenuanti e forti detrazioni salariali.
Anche il Database Center for North Korean Human Rights ha segnalato che molti lavoratori nordcoreani impiegati in Russia vivono in condizioni di schiavitù, mentre NK News ha documentato numerosi casi di lavoratori nordcoreani impiegati nel Paese in violazione delle sanzioni.
Dall’inizio della guerra in Ucraina, la Corea del Nord e la Russia hanno intensificato i legami militari ed economici, con Pyongyang che ha schierato truppe nel conflitto e inviato lavoratori per sopperire alla carenza di manodopera russa causata dalla guerra.
A fronte della crescente attenzione sui rapporti bilaterali, la Russia ha smesso di pubblicare i dati sugli ingressi di cittadini nordcoreani a partire dal secondo trimestre del 2025. Nel 2024, la Russia ha registrato un totale di 13.221 cittadini nordcoreani che hanno attraversato il confine, di cui 7.887 registrati come viaggiatori per motivi di studio.
Tommaso Dal Passo
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