
Kim Yo-jong, la potente sorella del leader nordcoreano Kim Jong-un, ha respinto qualsiasi possibilità di dialogo con Seul
Ma il messaggio di Kim Yo-jong suggerisce che queste misure non siano sufficienti, o almeno non il tipo di gesti che Pyongyang sta cercando. La vera richiesta di Kim sembra invece essere rivolta non a Seul, ma a Washington. Al centro del suo messaggio c’era una proposta audace: la Corea del Nord vuole essere riconosciuta come potenza nucleare, e qualsiasi dialogo futuro deve partire da questa premessa, riporta Korea JoongAng Daily.
Riferendosi alla Corea del Nord e agli Stati Uniti come “due paesi in possesso di armi nucleari”, ha consigliato a Washington di “cercare un’altra via di contatto sulla base di questo nuovo modo di pensare”, proponendo di fatto colloqui sul controllo degli armamenti invece di negoziati sulla denuclearizzazione, sfidando l’obiettivo politico degli Stati Uniti di una completa denuclearizzazione della penisola coreana.
Oltre a respingere l’apertura di Seul, il suo messaggio offre indizi sull’evoluzione della strategia di Pyongyang. La dichiarazione di Kim non è stata semplicemente un rifiuto dei colloqui, ma una mossa strategica per ridefinire i termini dell’impegno e per testare la risposta di Washington e Seul.
La linea dura di Kim giunge nonostante una serie di gesti di buona volontà da parte della nuova amministrazione di Seul. Kim ha affermato che “l’orologio della storia” non può essere riportato indietro a un’era di legami fraterni tra Nord e Sud. Ha sottolineato che il comportamento di Seul non ha alterato la visione di Pyongyang del Sud come “nemico”. La dichiarazione di Kim ha chiarito che l’attenzione principale della Corea del Nord sono gli Stati Uniti, non la Corea del Sud.
Ha persino deriso le recenti speculazioni a Seul su una possibile visita di Kim Jong-un al vertice APEC in Corea del Sud questo autunno, definendole “un sogno ad occhi aperti”. Qualsiasi idea che il leader nordcoreano si recasse al Sud nelle attuali circostanze è stata decisamente smentita.
Ancora più importante, Kim ha affermato che lo status della Corea del Nord come “Stato dotato di armi nucleari” è “irreversibile”, ribadendo che Pyongyang non rinuncerà mai al suo arsenale nucleare né intraprenderà colloqui che presuppongono il suo disarmo.
“Qualsiasi tentativo di negare la posizione della Corea del Nord come Stato dotato di armi nucleari […] sarà respinto categoricamente”, ha avvertito Kim in una dichiarazione separata rilasciata lo stesso giorno in serata, aggiungendo che se gli Stati Uniti si aggrappano al loro vecchio approccio “fallito”, un incontro tra Corea del Nord e Stati Uniti rimarrà solo una “speranza” lontana. Anche il rapporto personale tra Kim Jong-un e Trump – che Kim ha definito “non cattivo” – non può ignorare queste differenze fondamentali, ha affermato.
A Washington, la risposta è stata ferma: la Casa Bianca ha affermato che Trump rimane impegnato a ottenere una Corea del Nord “completamente denuclearizzata”.
Il divario fondamentale nelle posizioni, Pyongyang che insiste per essere accettata come Stato dotato di armi nucleari e Washington che insiste affinché alla fine disarmerà, significa che qualsiasi dialogo incontrerà notevoli difficoltà fin dall’inizio. La Corea del Nord ha notevolmente potenziato il suo arsenale dagli incontri tra Trump e Kim di qualche anno fa, e ora cerca negoziati tra pari, mentre gli Stati Uniti continuano a considerare illegittimo lo status nucleare della Corea del Nord.
Il NIS sudcoreano ha valutato che le dichiarazioni consecutive di Kim Yo-jong provenissero da una posizione di “accresciuta fiducia strategica”, ovvero da un contesto geopolitico più favorevole rispetto agli anni precedenti, citando le crescenti capacità nucleari della Corea del Nord e il suo rafforzato sostegno da parte della Russia, in un briefing a porte chiuse con i legislatori mercoledì.
Nonostante l’attuale stallo, nessuna delle due parti ha chiuso completamente la porta, ma qualsiasi svolta richiederebbe probabilmente un cambiamento nella posizione di Washington.
La Corea del Sud sta incoraggiando questa traiettoria diplomatica. I funzionari di Seul hanno espresso un forte sostegno alla ripresa dei colloqui tra Nord e Stati Uniti.
Per ora, tuttavia, il messaggio di Kim sottolinea che la Corea del Nord non è interessata a dialogare con il Sud a nessun prezzo e vuole che gli Stati Uniti riconoscano il suo status nucleare prima di ogni altra cosa.
Tommaso Dal Passo
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