COREA DEL NORD. Omicron fa tremare il regime di Kim Jong Un

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In mezzo alla continua diffusione della variante Omicron del virus COVID-19, segnalata per la prima volta in Sudafrica, le autorità nordcoreane stanno aumentando l’allerta, sottolineando la necessità di intensificare ulteriormente il «lavoro di prevenzione delle epidemie di emergenza». Le frontiere della Corea del Nord sono chiuse dal 30 gennaio 2020, e probabilmente rimarranno tali fino al prossimo anno.

Le autorità nordcoreane hanno recentemente completato i “preparativi tecnici” per riaprire il percorso via terra attraverso il confine tra Corea del Nord e Cina, allestendo le strutture di quarantena necessarie per spostare le merci in treno, spingendo il governo sudcoreano e altri paesi a monitorare da vicino i tempi di apertura del confine. L’ultima mossa di Pyongyang probabilmente ritarderà anche i tempi per la ripresa dei contatti e del dialogo intercoreani.

«Un nuovo virus Covid-19 che è cinque volte più forte del Delta è apparso nel mondo, suscitando serie preoccupazioni», riporta la Korean Central News Agency in un articolo intitolato Il lavoro di prevenzione delle epidemie di emergenza è ulteriormente intensificato, ripreso da Hankyoreh.

«Per far fronte alla rapida diffusione della nuova variante in tutto il mondo, l’unità centrale di prevenzione delle epidemie di emergenza sta mettendo in atto tutti gli sforzi per garantire la perfezione del sistema statale di prevenzione delle epidemie di emergenza», ha detto Kcna.

Inoltre un articolo intitolato Manteniamo un alto livello di allerta, pubblicato dal Rodong Sinmun, fa notare che la rapida diffusione di una nuova variante virale nella regione meridionale del continente africano sta suscitando cautela tra molti paesi del mondo: «La situazione esige disperatamente che si tenga presente che non ci si può aspettare alcun risultato da nessun progetto senza il nostro lavoro di prevenzione epidemica di emergenza e che si rimanga immutati nel nostro fermo impegno a prevenire la diffusione della malattia (…) Non c’è ancora nessuna prospettiva che questa pandemia globale abbia fine. Un numero crescente di paesi sta scivolando di nuovo nel circolo vizioso della pandemia a causa della loro lassista adesione alle restrizioni sulle malattie infettive».

«Mostriamoci degni di fiducia, proteggendo la vita e la sicurezza della gente e la pace della patria, ricordandoci ancora una volta che il rafforzamento del controllo delle malattie è il compito più critico che non può essere trascurato nemmeno per un momento e aderendo ancora più rigorosamente a un alto livello di allerta», prosegue il giornale del partito al governo.

Lucia Giannini