COREA DEL NORD. Mancano i soldati per le esercitazioni: troppe quarantene per COVID 19

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Il Primo Corpo della Corea del Nord è stato colpito così duramente da malnutrizione, diserzioni e quarantene legate al Covid-19 che solo la metà del suo personale è in grado di partecipare all’addestramento invernale di quest’anno. Si dice che gli ufficiali di stato maggiore del Corpo e il Dipartimento dello Stato Maggiore Generale siano rimasti sconcertati quando questo dato è emerso nel corso di un recente controllo interno effettuato in preparazione dell’addestramento.

Secondo Daily Nk, il Nono Dipartimento di addestramento operativo del Dipartimento di Stato maggiore generale, cioè la sezione che si occupa dell’esecuzione dell’addestramento e delle valutazioni, il 24 novembre scorso ha ordinato all’intero esercito della Corea del Nord di riferire le statistiche per unità su quanto personale parteciperà effettivamente all’addestramento rispetto alla forza totale dell’unità.

In Corea del Nord, tutto il personale mobilitato per attività esterne, addestramento, lavori secondari, costruzioni e altri progetti deve tornare nelle proprie unità entro la fine di novembre. Anche se ci sono circostanze inevitabili come il dispiegamento in progetti di costruzione nazionali, il personale deve partecipare a due settimane di esercitazioni durante il mese di dicembre.

Naturalmente, il Primo Corpo ha effettuato il proprio conteggio. Il dipartimento del personale del Primo Corpo ha pubblicato un rapporto finale secondo il quale solo il 65% della sua forza di formazione totale parteciperà effettivamente alla formazione a causa di diverse patologia, anche non meglio identificate patologie respiratorie, si pensa a Covid 19.

Questa è la prima volta che mancano così tanti soldati che anche il Dipartimento dell’addestramento è in grande imbarazzo, riporta Daily NK; tanto che c’è preoccupazione su come i soldati rimasti potranno mantenere in efficienza armi e equipaggiamento a causa dell’insufficiente forza di formazione.

Ora è la corsa a tamponare le falle perché il Dipartimento dello Stato Maggiore Generale ha anche informato ogni servizio che avrebbe valutato la prontezza al combattimento di ogni unità in base soprattutto alla percentuale della sua forza di formazione totale che partecipi effettivamente all’addestramento invernale.

Per aumentare il numero di partecipanti, le autorità si sono concentrate sui malati di malnutrizione: sono stati dati ordini di dimettere i soldati dagli ospedali che non soffrono di «nessuna particolare malattia» e ci sono stati una serie di casi di soldati che si sono ricongiunti alle loro unità direttamente dal letto di degenza per garantire «un tasso di partecipazione del 90% in più» alla formazione, non potendo contare su quelli in quarantena con sintomi di Covid-19, tra cui febbre o tosse. Naturalmente, vengono colpiti anche i disertori, veri o presunti: i soldati che non torneranno alle loro unità entro il 10 dicembre saranno «trattati come disertori secondo la legge militare».

Antonio Albanese