COREA DEL NORD. La quarantena stretta sta provocando la carestia

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La Corea del Nord sta intensificando gli sforzi nella lotta al Covid 19 e rafforzando il controllo delle frontiere per scongiurare il nuovo coronavirus, al termine dei principali eventi politici cui hanno partecipato migliaia di delegati la scorsa settimana nella capitale. Pyongyang ha concluso il congresso di otto giorni del Partito dei lavoratori e la scorsa settimana ha tenuto una parata militare, durante la quale migliaia di partecipanti, tra cui il leader nordcoreano Kim Jong-un, sono stati visti senza maschere; anche i partecipanti alla riunione della Suprema Assemblea del Popolo, sono stati visti seduti nelle immediate vicinanze senza indossare maschere facciali.

«Stiamo portando avanti gli sforzi per rafforzare il controllo dei confini terrestri, marittimi e aerei e per introdurre metodi logici ed efficaci di disinfezione basati sulla nostra esperienza nel lavoro antivirus dell’anno scorso», ha detto l’emittente centrale nordcoreana riporta Yonhap.

La Corea del Nord sta “mantenendo l’ordine” ai confini e nelle zone costiere, sono in corso anche misure rigorose per la disinfezione delle aree di trasporto pubblico e le istituzioni mediche stanno ricordando ai pazienti e alle persone di seguire le regole dell’antivirus, ha aggiunto.

Le restrizioni alla circolazione tra le regioni, che la Corea del Nord sta applicando nel tentativo di prevenire la diffusione di COVID-19, stanno causando gravi effetti collaterali, riporta Daily NK.

La carenza di cibo è diventata un fenomeno diffuso, e c’è stato persino un incidente vicino al confine tra Cina e Corea del Nord, in cui un abitante del villaggio è stato ucciso a colpi di arma da fuoco, mentre cercava cibo. Il mese scorso la Corea del Nord ha attuato misure di quarantena elevate, e ha vietato la maggior parte dei movimenti di persone e merci.

A differenza delle grandi città, dove negozi e infrastrutture per la distribuzione sono presenti per alleviare i disagi nell’acquisto di cibo, le aree rurali non sono dotate di mezzi equivalenti per la sopravvivenza.

Le aree prive di infrastrutture adeguate stanno vedendo sempre più segnali di grave carenza di cibo a causa sia delle restrizioni alla circolazione che dei danni alle colture causati da tifoni, inondazioni e altri disastri naturali dell’anno scorso.

Graziella Giangiulio