COREA DEL NORD. La megafusione cantieristica Hyundai Daewoo unisce Cina UE e Giappone

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In Corea del Sud, dove si trovano i più grandi costruttori navali del mondo, due delle tre principali società, Hyundai Heavy Industries (Hhi) e Daewoo Shipbuilding & Marine Engineering (Dsme), si fonderanno, formando un’entità combinata che deterrebbe oltre il 20% del mercato globale delle navi e delle piattaforme offshore.

Il progetto di fusione si scontra con importanti ostacoli, tra cui l’approvazione delle autorità di regolamentazione antitrust di tutto il mondo: Hhi ha firmato un accordo per rilevare una partecipazione di controllo in Dsme dal suo più grande azionista, la Korea Development Bank, Kdb. Se l’accordo fosse siglato, segnerà finalmente l’uscita di Seul dalla crisi finanziaria asiatica del 1997- 1998. Quella crisi ha scatenato un gran numero di salvataggi statali, ma la maggior parte delle attività acquisite sono state cedute e riprivatizzate. Dsme è l’ultima grande azienda ancora di proprietà pubblica di cui oltre alla Kdb, altro importante azionista è il Fondo pensionistico nazionale coreano.

Daewoo è stata la più grande vittima della crisi: nel 1999, il conglomerato “chip-to-ships” implodeva con 50 miliardi di dollari di debito; il gruppo è stato sciolto e ceduto, ma mentre alcune parti sono state vendute a investitori stranieri come Daewoo Motors, acquisita e gestita da Gm; Dmse ha mantenuto un valore strategico, essendo uno dei due soli cantieri coreani a costruire navi da guerra, compresi i sottomarini.

La Dmse era all’epoca sia il nocciolo duro del conglomerato che anche la fonte dei suo debiti fatti poi girare in altre parti del conglomerato.  Secondo quanto riportato dalla stampa locale, l’accordo di Hhi con la Kdb vale 1,8 miliardi di dollari e porterà alla creazione di una nuova entità, controllata da Hhi e con Kdb come azionista secondario. La nuova entità sarà successivamente quotata in borsa. Si prevede inoltre che Hhi dovrebbe sborsare altri 2 miliardi di dollari per coprire i debiti di Dsme.

La Corea del Sud è in concorrenza con la Cina in quanto maggiore costruttore di navi al mondo, ma è leader del settore in termini di valore aggiunto. Mentre i cantieri cinesi sono protagonisti in termini di volume in navi di fascia bassa, la Corea è il leader del settore in prodotti ad alta tecnologia. Le sue “Big Three”, Hhi, Dmse e Samsung Heavy Industries, Shi,  sono note per l’alta tecnologia, la rapidità di consegna e la qualità dell’esecuzione.

Temendo perdite di posti di lavoro, i lavoratori della Dmse, che da sola impiega quasi 10.000 dipendenti, più migliaia di subappaltatori, hanno risposto con scioperi e proteste repressi dalla polizia. I sindacati della cantieristica navale sono, infatti, tra i più potenti della Corea. Anche il sindacato di Hhi si è opposto, con il risultato di scontri di piazza a febbraio e marzo.

Secondo i dati, le due aziende detengono il 23% del mercato globale, e i due cantieri detengono anche 72 commesse di metaniere – tra i prodotti più high-tech e redditizi costruiti dai cantieri navali – all’inizio del 2019, che rappresentano circa il 60% del mercato globale. Lo scorso anno Hhi aveva un portafoglio ordini di 11,14 milioni di tonnellate lorde compensate, il più grande del settore, mentre il numero di Dmse era di 5,84 milioni. Questi rappresentano il 21,2% del totale globale.

Dato che la Corea del Sud, membro del Wto, è legata a una rete di regolamenti internazionali, la decisione sulla fusione non è semplicemente di Seoul.

Gli enti antimonopolio in Cina, Unione europea e Giappone dovranno esaminare la proposta e le decisioni non sono attese a breve termine. Secondo Yonhap, una decisione sudcoreana potrebbe richiedere fino a 120 giorni, mentre secondo Nikkei Asian Review, le decisioni dei regolatori di altre nazioni non sono attese fino alla fine dell’anno.

Graziella Giangiulio