COREA DEL NORD. Kim Jong Un vuole stretti legami strategici con Cuba

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Il leader nordcoreano Kim Jong-un ha inviato messaggi ai leader di Cuba, Vietnam e Laos e ha chiesto relazioni più forti, i media statali hanno riferito mercoledì, in una mossa apparentemente intesa a rafforzare i legami con i paesi socialisti in mezzo a colloqui nucleari in stallo con gli Stati Uniti.

Kim ha inviato i messaggi per «notificare i risultati dell’ottavo congresso del Partito Coreano dei Lavoratori» al presidente vietnamita Nguyen Phu Trong, al presidente laotiano Thongloun Sisoulith e a Raul Castro, il primo segretario del partito comunista di Cuba, secondo la Korean Central News Agency.

Nel suo messaggio, Kim ha anche discusso e deciso la posizione politica del Nord sul rafforzamento delle capacità di difesa, così come le relazioni intercoreane e le relazioni Corea del Nord-Usa, secondo la Kcna «ha chiarito di nuovo la volontà del Partito di sviluppare i legami di unità strategica e cameratesca e la cooperazione con Cuba sulla strada della lotta per la vittoria della causa socialista e lanciare una dinamica lotta comune contro l’imperialismo», ha detto.

Durante l’ottavo congresso del partito a gennaio, Kim ha chiesto una più forte unità e solidarietà con gli altri paesi socialisti. Gli ultimi messaggi sembrano volti a rafforzare le relazioni con i paesi socialisti in mezzo a colloqui di de-nuclearizzazione in stallo tra Pyongyang e Washington e la rivalità sempre più profonda di Pechino con gli Stati Uniti, riporta Yonhap.

Il 23 marzo, i media statali nordcoreano hanno riferito che Kim ha inviato un messaggio al presidente cinese Xi Jinping e ha chiesto una comunicazione strategica più forte e unità con la Cina per affrontare “forze ostili”. Washington ha detto in precedenza che ha raggiunto Pyongyang attraverso vari canali da metà febbraio, ma Pyongyang non ha risposto.

La settimana scorsa, il primo vice Ministro degli esteri nordcoreano Choe Son-hui ha rilasciato una dichiarazione, dicendo che la Corea del Nord continuerà a ignorare i contatti per i colloqui a meno che Washington non rinunci alla sua politica ostile verso Pyongyang.

Tommaso Dal Passo