COREA DEL NORD. Forze speciali sparano a vista ai contrabbandieri

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La Corea del Nord ha istituito una killing zone lungo il confine con la Cina per impedire ai cittadini di entrare in Cina e di portare con sé il coronavirus in caso di ritorno, ha detto l’alto comandante degli Stati Uniti nella penisola coreana. Il generale Robert Abrams, comandante delle forze armate degli Stati Uniti d’America, ha detto a un forum online, ripreso da Radio Free Asia, che la Corea del Nord ha preso misure drastiche sul suo confine per fermare la pandemia COVID-19 dal diffondersi tra la sua popolazione.

«I contrabbandieri nordcoreani hanno cercato di attraversare il confine e, di conseguenza, il regime ha emanato istruzioni. Così ora hanno un’ulteriore zona cuscinetto, a 1-2 chilometri dal confine cinese. Le forze speciali nordcoreane la presidiano; hanno ordine di uccidere sul posto i trasgressori, e questo è fondamentale per impedire al Covid 19 di entrare in Corea del Nord», ha detto Abrams al Centro per gli Studi Strategici e Internazionali di Washington.

Le rigide politiche di controllo dei confini descritte da Abrams, che comanda i 28.500 uomini di stanza in Corea del Sud, sono quasi identiche a quanto raccontato anche via social media ad agosto.

Il 26 agosto, Rfa riportava che i vertici della Corea del Nord avessero ordinato quel giorno alle unità militari e di polizia di sparare a vista a chiunque fosse stato trovato nel raggio di 1.000 metri dalla frontiera cinese nelle quattro province di confine di North Hamgyong, North Pyongan, Chagang e Ryanggang.

Una concentrazione di forze per combattere la pandemia è stato svelato sempre dalla stessa emittente nella provincia di Ryanggang, secondo cui 1.500 soldati delle Forze speciali e guardie di frontiera erano stati dispiegati in quattro linee lungo il confine sino-coreano per impedirne l’attraversamento durante la pandemia e prevenire il contrabbando da parte delle guardie.

La Corea del Nord e la Cina hanno sospeso tutti gli scambi commerciali e hanno chiuso i loro confini all’inizio della pandemia a gennaio 2020. Ma la frontiera era rimasta porosa, perché la nascente economia di mercato della Corea del Nord dipende dal contrabbando di merci in entrata e in uscita dalla Cina.

Luigi Medici