Continua la violenza nel Nord Caucaso

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L’attentato di lunedì 6 agosto in Cecenia e la morte di due militanti in Kabardino-Balkaria dimostrano come il Caucaso del Nord sia ancora una terra di scontro e violenza tra le forze di sicurezza ed i guerriglieri locali.

Il conflitto che intercorre tra i militanti musulmani e le forze di sicurezza nel Caucaso del Nord (Daghestan, Cecenia, Inguscezia, Kabardino-Balkaria) continua a mietere vittime da entrambe le parti.
Lunedì 6 agosto un attacco suicida nella capitale cecena, Grozny, ha portato alla morte di 4 soldati i quali avevano appena lasciato il loro mezzo blindato nei pressi del quartiere dove era localizzata la loro guarnigione. Testimoni locali sostengono di aver sentito due esplosioni, la seconda delle quali avrebbe provocato fiamme e fumo rendendo difficili i soccorsi.
Ramzam Kadyrov, leader ceceno,  ha comunicato che i militanti musulmani e Khuseyn Gakayev potrebbero essere gli organizzatori dell’attacco; secondo fonti cecene i terroristi suicidi sarebbero due, di cui uno sarebbe stato identificato perché membro di un gruppo armato illegale.

Il 7 agosto nei pressi della periferia di Nalchik, capitale della Repubblica di Kabardino-Balkaria, due militanti armati sono stati uccisi dalle forze di sicurezza mentre, secondo la Commissione Investigativa, almeno altri due sono riusciti a scappare.
L’operazione speciale è stata lanciata il 6 agosto dopo l’individuazione di un gruppo di sospetti nella foresta vicino al villaggio di Khasanya che ha portato ad un conflitto a fuoco durato per ore provocando la morte dei due militanti e nessun ferimento tra le forze speciali