Consiglio Europeo: nuova bozza di conclusioni all’esame degli Stati membri

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UE – Bruxelles. Alla luce delle consultazioni bilaterali di ieri, il presidente del Consiglio europeo Van Rompuy ha oggi sottoposto agli Stati membri una nuova bozza di conclusioni, inerente il dibattuto bilancio pluriennale 2014-2020. Sembrerebbe questo un estremo tentativo per scongiurare il fallimento di un negoziato di vertice che, data la complessità e l’unanimità richiesta nelle deliberazioni, vede paventarsi l’ipotesi di un mancato raggiungimento di un accordo.

Monti, Hollande e Merkel, hanno infatti manifestato perplessità sull’imminente buona riuscita dei negoziati, sostenuti dalle dichiarazioni dei leader austriaco, spagnolo e polacco che già prospettano la concreta necessità di un’altra convocazione. Forti le perplessità anche del primo ministro inglese Cameron, il quale, sostenuto dall’ala euroscettica del suo partito, vorrebbe vedere tagli ben più pesanti alle spese dell’Unione; il tutto contro le intenzioni del presidente del Parlamento europeo Martin Schulz che partecipando di diritto – in base al trattato di Lisbona – anche all’approvazione del Quadro Finanziario Pluriennale, non sembra accettare tagli che vadano oltre quelli già proposti dalla Commissione europea. Svanito anche il canonico asse franco-tedesco, con i primi a fianco dell’europarlamento nella difesa della politica di coesione; e gli altri, vicini a Londra per una riduzione di ulteriori 30 miliardi di euro sul globale delle voci di spesa.

L’attuale bozza diminuisce sensibilmente i tagli al bilancio che avrebbero intaccato la politica di coesione e la politica agricola comune, incidendo tuttavia su altre voci di spesa, come la competitività, la ricerca e lo sviluppo, nonché le reti infrastrutturali. La limitazione ai tagli per la politica di coesione porterebbe ora a 18,5 miliardi di euro, rispetto ai 29,5 della prima bozza di conclusioni; con una riduzione delle risorse destinate alla Pac che diviene ora pari a 7,8 miliardi, rispetto ai 25,5 iniziali. Il tutto senza mutare il tetto di spesa complessivo, che resta bloccato a 973 miliardi di euro, destinando in totale 24,6 miliardi di euro in meno al settore competitività, che vedrà rallentare il programma Galileo e le iniziative legate alla Connecting Europe Facility. I tagli ai finanziamenti per l’azione esterna dell’Unione, raggiungono ora un totale di 12,3 miliardi di euro, mentre il decremento totale sul settore giustizia e affari interni equivale attualmente a 2,1 miliardi di euro. Al riguardo delle spese di amministrazione delle istituzioni europee, la voce di spesa resterà invece invariata, seppur a fronte di un incremento dell’orario di lavoro per i funzionari da 37,5 a 40 ore settimanali.