Contractor israeliano per il confine Usa – Messico

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STATI UNITI d’AMERICA – Washington 05/03/2014. Un contractor militare israeliano, la cui tecnologia di sorveglianza è stata usata nella realizzazione del muro in Cisgiordania, è stata scelta dagli States per fornire servizi di sorveglianza sul confine meridionale statunitense con il Messico, riporta al Akhbar.

Elbit Systems ha annunciato il 2 marzo che il Dipartimento della Homeland Security Customs and Border Protection (Cbp) statunitense aveva affidato un contratto di 145 milioni di dollari per la tecnologia di sorveglianza delle frontiere nel sud dell’Arizona, secondo la Reuters. Secondo Bloomberg, che riporta Haaretz, il contratto annuale potrebbe espandersi a oltre un miliardo di dollari se al Congresso passasse una legislazione più rigorosa sull’immigrazione. Elbit Systems installa torri di avvistamento lungo il confine con sensori per l’avvistamento, il monitoraggio e la classificazione dei dati, insieme a centri di comando e controllo. Il repubblicano John McCain, senatore dell’Arizona, ha salutato l’accordo come «un passo nella giusta direzione (…) Questa tecnologia, insieme con l’enorme lavoro della Border Patrol, darà ai nostri agenti la capacità di rilevare, valutare e rispondere all’illegalità che attraversa il nostro confine». La scelta di una società israeliana è stata giustificata dalla sua esperienza “avanzata” nel settore. Elbit Systems è uno dei principali fornitori militari israeliani.  Il suo drone da attacco Hermes 450 è stato ampiamente utilizzato nella Striscia di Gaza, così come in Libano, durante la guerra del 2006. La società gestisce la tecnologia di sorveglianza lungo il muro eretto da Israele in Cisgiordania: solo il 15 per cento della barriera è costruito lungo la Linea Verde del 1949, riconosciuta dalla comunità internazionale come confine ufficiale di Israele. La barriera, lunga 440 chilometri, è considerata illegale secondo il diritto internazionale. Tra i suoi molti contratti internazionali, Elbit ha contribuito nel 2013 ad un programma di sorveglianza su internet del valore di 40 milioni di dollari per il governo nigeriano; il suo sito recita: «Contribuiamo al miglioramento della qualità della vita e dell’ambiente delle comunità in cui viviamo e lavoriamo», attraverso un programma chiamato “Adopt a combat Unit”. La società è al centro delle proteste di una serie di associazioni per i diritti umani.