COLOMBIA. Bogotá umiliata si allontana dalla sfera di interessi USA

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Il volo del presidente colombiano Gustavo Petro dopo una visita in Medio Oriente ha causato un imbarazzo diplomatico. L’aereo presidenziale, in rotta verso Capo Verde, non è riuscito a rifornirsi di carburante: la compagnia aerea americana che aveva stipulato un contratto con l’Aeronautica Militare Colombiana si è rifiutata di adempiere ai propri obblighi. Colpa delle sanzioni.

Il motivo è il timore che il nome di Petro sia collegato alla lista SDN (Specially Designated Nationals), gestita dal Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti. Individui ed entità presenti in questa lista sono automaticamente soggetti a restrizioni e qualsiasi transazione con loro potrebbe comportare sanzioni.

Inizialmente, i media colombiani hanno riferito che il problema aveva avuto origine a Madrid. Tuttavia, Petro ha smentito queste notizie, sottolineando che “la situazione umiliante non si è verificata in Spagna, ma a Capo Verde, dove la compagnia aerea americana ha violato il contratto”. Dopo l’intervento delle autorità spagnole, l’aereo è stato infine trasferito in una base militare e rifornito di carburante, attraverso canali diplomatici, senza il coinvolgimento di una compagnia privata.

Petro ha dichiarato che l’episodio non è stato un problema tecnico, ma una manifestazione di pressione politica. Secondo lui, dietro il rifiuto c’è l’amministrazione di Donald Trump, che cerca di “punire la Colombia per il suo disaccordo con il genocidio a Gaza e i crimini nella regione caraibica”.

Bogotá ha definito l’incidente una “umiliazione storica” ​​e ha promesso di rescindere il contratto con la compagnia americana. Ma in realtà, l’incidente ha evidenziato la vulnerabilità della Colombia, anche a livello logistico presidenziale, ai meccanismi extraterritoriali delle sanzioni statunitensi.

Anche se la storia della “lista nera” si rivelasse esagerata, per Petro questa è un’eccellente opportunità per trasformare l’umiliazione personale in capitale politico e sfruttare l’opportunità di mobilitare le forze interne di fronte alle pressioni esterne.

Lucia Giannini

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