CIPRO NORD. Migranti siriani e Covid19, mix esplosivo

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Quasi 200 richiedenti asilo siriani sono bloccati a Cipro nord dopo essere stati respinti in mezzo al mare dalle autorità del sud controllato dal governo. Messi in quarantena e minacciati di espulsione, sono diventati le ultime vittime di una chiusura delle frontiere causata dall’avanzata del coronavirus. Venerdì 20 marzo scorso, diverse navi di pattuglia greco-cipriota si sono avvicinate a un’imbarcazione sovraffollata a diverse miglia dalla costa di Capo Greco, partita da Mersin, Turchia.

Un traduttore della polizia con un megafono ha informato i passeggeri in arabo che non potevano entrare a Cipro e che avrebbero dovuto tornare indietro. L’imbarcazione conteneva 175 persone, tra cui 69 bambini. Secondo le autorità di Cipro del nord, sono tutti siriani, riporta Al Jazeera.

Il 15 marzo, Cipro ha chiuso i suoi confini a tutti tranne che ai ciprioti, ai lavoratori europei e a quelli con permessi speciali per un periodo di due settimane.

A partire dal 28 marzo, il Paese ha registrato 214 casi confermati di Covid di cui sei sono poi deceduti.

In una dichiarazione ripresa da Al Jazeera, la polizia cipriota afferma che: «La polizia ha agito in base ai decreti ministeriali riguardanti il divieto d’ingresso (…) per proteggere dalla diffusione del coronavirus». La polizia ha non permetterà a nessuno, compresi gli immigrati, di entrare in violazione dei decreti in estrema sintesi.

Una nave militare più tardi ha rifornito di acqua, cibo e carburante l’imbarcazione con i migranti; il mare mosso ha poi fatto ribaltare l’imbarcazione vicino alla costa di Cipro nord. Le autorità locali hanno salvato i passeggeri che ora sono ospitati in appartamenti. 

Per il governo turco-cipriota, i rifugiati sono stati accolti calorosamente dalle autorità, ma il loro destino è incerto; nel territorio della repubblica turco-cipriota, è in vigore un coprifuoco parziale, con movimenti in gran parte limitati alle attività essenziali. Le ong operanti nel territorio si sono dette preoccupate perché non possono a causa delle restrizioni covid19 parlare con i migranti. 

L’Unhcr ha confermato che sino stati emessi ordini di espulsione, ma la Turchia ha rifiutato la richiesta; i profughi sono ora in quarantena per 14 giorni in appartamenti e dopo il governo di Larnaka cercherà di portarli di nuovo in Turchia.

Nonostante sia rimasto relativamente fuori le precedenti crisi dei migranti nel 2015-2016, Cipro è ora il primo destinatario dei primi richiedenti asilo nell’Ue, con 12.695 domande di asilo pro capite registrate nel 2019, la maggior parte delle quali siriane.

Anche prima dell’avvento del coronavirus, il governo cipriota aveva assunto un tono sempre più stridente contro l’immigrazione clandestina, sostenendo l’idea che i rifugiati e gli immigrati che attraversano la zona cuscinetto da nord a sud siano stati incoraggiati o inviati da Ankara come un tentativo orchestrato di alterare la demografia del paese. A parte la pandemia, il sistema d’asilo cipriota potrebbe provocare fughe in barca ancora più pericolose. 

Tommaso dal Passo