Cipro: dopo l’euro, euro 2

68

CIPRO – Nicosia. Nicholas Papadopoulos, parlamentare e presidende della Commissione Finanze del governo cipriota, ha detto all’indomani dell’accordo tra ministri delle finanze dell’eurogruppo per salvare l’isola del Mediterraneo dal fallimento che «lasciare l’euro è una via che va esplorata». Di fatto l’euro con l’accordo di Cipro ora va a due velocità, Euro 1 e Euro 2, come annunciato da questa testata (AGC COMMUNICATION – Euro: t’amo, t’odio). E Cipro sarà anche il test per la moneta a due velocità. In cambio del salvataggio che mette al sicuro i risparmi al di sotto dei 100mila euro, dovrà disfarsi della seconda banca la Laiki con perdite che potranno superare anche il 40%. Guai seri dunque per gli investitori che non hanno assicurato i capitali. Capitali ricordiamo che hanno in alcuni casi dubbia provenienza, vedi articolo AGC COMMUNCIATION – Cipro, un nodo politico da risolvere, e che fanno capo, in primis ai britannici e ai russi.  

Ma non è finita, Bank of Cyprus sarà ristrutturata e anche in questo caso le perdite saranno ripianate dai grandi capitali depositati. 

Non si sono fatti attendere i commenti dei russi, che per voce degli industriali Yury Pyanykh, presidente dell’Associazione degli Imprenditori russi a Cipro, ha detto che si tratta di un «furto legalizzato». Ora il governo russo vedrà come assistere i sui cittadini che hanno depositato i soldi nelle banche cipriote, si calcola circa 30 miliardi di dollari. Ma il silenzio che per ora c’è sui media russi, fa presagire che l’Europa abbia concesso in cambio della stangata sui depositi bancari ciprioti una certa manovra di azione in campo economico finanziario. La Russia domani darà il via durante la riunione dei BRICS a una proposta finanziaria come la creazione di una banca per lo sviluppo dei BRICS e un fondo comune di moneta straniera. In altre parole Russia, India, Cina,  Brasile e Sud Africa vogliono sostenere i loro progetti utilizzando analisi, studi, risorse finanziarie dei loro Paesi e decideranno Durban  se continuare a comprare e vendere in dollari oppure utilizzare le loro monete. 

In attesa di capire cosa succederà nei prossimi giorni, i ciprioti sono i primi a pagare i cattivi investimenti delle banche cipriote.