Cipro corre al capezzale di Putin

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CIPRO – Nicosia. Mentre in Europa regna il caos più totale perché in questo momento a nessuno è chiaro quale sarà il futuro di Cipro e dell’euro. I giornali ciprioti aprono le edizioni on -line con la notizia di una lettera tra i membri armeni e il parlamento lituano. 

 

In ogni caso i parlamentari ciprioti hanno evitato il linciaggio della folla con 36 voti contrari e gli altri astenuti sulla proposta dell’eurozona di tassare i depositi bancari ciprioti. Nel frattempo le banche restano chiuse. Il capo della Chiesa ortodossa di Cipro, Arcivescovo Chrysostomos, si è offerto di aiutare lo stato offrendosi di ipotecare tutto il patrimonio investendo in titoli di Stato. La notizia è giunta dopo l’incontro con il presidente cipriota Anastasiades Nicos.

Rimane il problema del debito cipriota avuto in eredità dalla ristrutturazione del debito greco. Rifiutato il piano di salvataggio europeo che prevedeva 13 miliardi di euro in cambio della tassazione sui depositi. Dopo tutto l’economia cipriota ha come core business proprio la rendita finanziaria. Cipro ora supplicherà la Russia per evitare un tracollo finanziario. Dopo tutto nella pancia delle banche cipriote ci sono 24 miliardi di euro russi. Investitori attratti da una normativa piuttosto blanda sul riciclaggio, su un’isola considerata un paradiso fiscale off-shore da molto tempo. Quei russi che per voce di Putin hanno gridato allo scandalo per quella tesa del 10 per cento, circa, sui risparmi. Una tassa che fino ad ora, nei precedenti salvataggi, non era stata imposta né alla Grecia, né al Portogallo, né all’Irlanda. Va detto comunque che la più grande ricchezza di Cipro è quella finanziaria depositata nelle banche, ed è questo che ha mosso l’Europa. Il ministro delle Finanze  cipriote, Michael Sarris ha fatto sapere però che a Mosca non ha raggiunto nessun accordo con il suo omologo russo Anton Siluanov. Il Ministro delle Finanze russo aveva dichiarato nei giorni scorsi che Nicosia, stava cercando 5 miliardi di euro e una proroga con interessi a basso costo sui 2 miliardi e 500 milioni.