
Gli utili delle imprese industriali cinesi sono cresciuti a un ritmo solido, seppur più lento, grazie alla resilienza delle esportazioni che ha contribuito a compensare la debolezza della domanda interna, evidenziando la ripresa disomogenea dell’economia nonostante gli sforzi dei responsabili politici per stimolare i consumi.
Le esportazioni e la produzione industriale hanno svolto un ruolo fondamentale per la seconda economia mondiale. Tuttavia, la persistente debolezza dei consumi e del settore immobiliare ha contribuito a trascinare la crescita del secondo trimestre al ritmo più lento degli ultimi tre anni, mantenendo vivo il dibattito sulla necessità di ulteriori misure di sostegno politico per affrontare gli squilibri economici, riportano Caixin e Reuters.
Secondo i dati ufficiali pubblicati lunedì, gli utili delle principali aziende industriali cinesi sono aumentati del 18,7% su base annua nel primo semestre, trainati dal boom del settore tecnologico e dalla riduzione dei costi. Tuttavia, questo incremento di 3.950 miliardi di yuan (584 miliardi di dollari) maschera una ripresa economica polarizzata. Mentre la produzione di alta tecnologia e le materie prime hanno registrato una forte crescita, i settori legati al settore immobiliare e ai beni di consumo hanno faticato a causa della debole domanda interna.
Il settore dell’elettronica ha trainato gran parte della crescita, con utili in aumento del 96,9%, alimentati dalla solida domanda di intelligenza artificiale e potenza di calcolo. La produzione di materie prime ha registrato un rialzo del 71,7% grazie alla forte domanda di rame e alluminio.
La crescita degli utili industriali è rallentata al 15,1% a giugno, rispetto al 21,1% di maggio, mentre gli utili del primo semestre sono aumentati del 18,7% rispetto all’anno precedente, contro un incremento del 18,8% nel periodo gennaio-maggio, secondo i dati pubblicati il 27 luglio dall’Ufficio nazionale di statistica, NBS.
I dati confermano una ripresa a due velocità nella seconda economia mondiale, dove i produttori hanno beneficiato di una solida domanda estera, mentre i settori legati alla spesa interna continuano a faticare.
“Il contesto esterno rimane complesso e i prezzi internazionali delle materie prime incerti”, ha dichiarato l’Ufficio Nazionale di Statistica, “Le imprese industriali devono inoltre affrontare una domanda debole e pressioni sui flussi di cassa”. A sottolineare le tensioni nel mercato interno, i profitti del settore automobilistico sono diminuiti del 19,5% nella prima metà dell’anno, secondo i dati dell’NBS, con le vendite di auto in calo per il nono mese consecutivo a giugno.
La reazione del mercato è stata contenuta, con le azioni cinesi e lo yuan leggermente in rialzo dopo la pubblicazione dei dati. L’attenzione si sta ora spostando sulla riunione del Politburo del Partito Comunista Cinese di fine luglio, un incontro chiave per la definizione delle politiche, in cui gli investitori cercheranno segnali su ulteriori misure di sostegno.
Le aspettative per un pacchetto di stimoli ad ampio raggio sono state tuttavia mitigate dalla resilienza delle esportazioni e dalla preferenza di Pechino per un allentamento mirato.
Maddalena Ingrao
Segui i nostri aggiornamenti su Spigolature geopolitiche: https://t.me/agc_NW e sul nostro blog Le Spigolature di AGCNEWS: https://spigolatureagcnews.blogspot.com/










