CINA. Tutte le religioni dovranno seguire la guida del PCC

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Il governo cinese sta attuando un nuovo decreto a partire dal 1° maggio in base al quale tutti i leader religiosi dovranno «seguire la guida e sostenere il Partito comunista». Il decreto, Misure sulla gestione dei professionisti religiosi, afferma che la predicazione e l’insegnamento dei religiosi non devono in alcun modo mettere in pericolo la sicurezza nazionale della Cina, promuovere l’estremismo o dividere il paese. Richiede anche ai religiosi di resistere all’infiltrazione di forze straniere attraverso la religione. I leader religiosi che violano il nuovo decreto saranno soggetti a sanzioni amministrative e accuse penali.

Per gli oppositori il decreto promuove l’attuazione della politica che prevede la “sinicizzazione della religione”. L’articolo 36 della Costituzione cinese dice che i cittadini “godono della libertà di credo religioso”. Essa vieta la discriminazione basata sulla religione e vieta agli organi statali, alle organizzazioni pubbliche o agli individui di costringere i cittadini a credere – o a non credere – in una particolare fede, riporta VoA.

Non vieta la sinicizzazione della religione, che è il modo in cui il Pcc modella le pratiche e i pensieri religiosi per riflettere i suoi obiettivi. È stato un elemento chiave del governo del presidente Xi Jinping dall’aprile 2016, quando ha pronunciato un discorso alla Conferenza nazionale del lavoro religioso, chiedendo al Pcc di «guidare attivamente l’adattamento delle religioni alla società socialista». Al XIX Congresso del Partito nel 2017, Xi ha sottolineato che il Pcc avrebbe «fornito una guida attiva per la coesistenza di religione e socialismo».

L’emissione del decreto coincide con una spinta da parte delle associazioni religiose nazionali controllate dal governo di protestantesimo, cattolicesimo, taoismo, buddismo e islam a richiedere a tutti i credenti di studiare argomenti come la storia del Pcc, della Repubblica Popolare Cinese e del socialismo per celebrare il centesimo anniversario del Pcc a luglio.

Negli Usa, la Commissione degli Stati Uniti per la libertà religiosa internazionale, Uscirf, nel suo rapporto annuale 2021 pubblicato la scorsa settimana, ha definito la Cina un «paese di particolare preoccupazione» a causa delle violazioni sistematiche, persistenti e gravi della libertà religiosa. Il rapporto ha chiesto al governo degli Stati Uniti di non inviare funzionari per partecipare alle Olimpiadi invernali di Pechino del 2022, se la repressione del governo cinese sulla libertà religiosa dovesse continuare.

L’Uscirf ha detto che lo sforzo di sinicizzazione prende di mira in particolare i cristiani, i musulmani e i buddisti tibetani, perché il governo cinese ritiene che questi gruppi abbiano legami con l’estero; secondo la commissione Usa, il governo cinese continua a usare la tecnologia avanzata per monitorare, tracciare e controllare le minoranze religiose come gli uiguri musulmani.

Antonio Albanese