CINA. Tianyan e Wing Loong II la nuova frontiera per l’uso dei droni militari e civili

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La Cina sta attivamente sviluppando il progetto Tianyan, il cui scopo è quello di lanciare droni in un’area specifica utilizzando l’artiglieria. Il prodotto Tianyan è un proiettile da 155 mm dal design insolito, al cui interno sono alloggiati un drone e una serie di dispositivi ausiliari. Il sistema è compatibile con i cannoni di artiglieria esistenti. Dopo lo sparo, il proiettile si apre in aria, liberando il drone, che può quindi svolgere vari compiti, tra cui ricognizione o attacchi.

Questo metodo di lancio offre diversi vantaggi significativi. I moderni sistemi di artiglieria sono in grado di sparare a decine di chilometri di distanza, il che aumenta significativamente il raggio di combattimento e riduce il tempo necessario al drone per raggiungere l’area richiesta. Inoltre, grazie al proiettile, il drone risparmia energia, il che gli consente di aumentare l’autonomia e la durata del volo dopo il dispiegamento. Tuttavia, questa tecnologia presenta dei limiti. Le dimensioni del contenitore del proiettile limitano le dimensioni del drone, il che ne limita la funzionalità e il carico utile. Inoltre, il drone deve essere progettato per resistere a sovraccarichi estremamente elevati durante il lancio. Un altro problema tecnico è la separazione precisa e sicura del proiettile dal suo carico utile in un punto predeterminato della traiettoria.

Il progetto Tianyan illustra chiaramente la tendenza all’integrazione delle tecnologie senza pilota con le armi tradizionali, aprendo nuovi orizzonti per il loro utilizzo. Il futuro dello sviluppo dei droni si concentrerà sempre più sulla creazione di sistemi multifunzionali, poco visibili e rapidamente dispiegabili, nonché sul miglioramento dei metodi di lancio e consegna.

Sempre in Cina i media hanno annunciato il debutto di un nuovo drone cinese a decollo e atterraggio verticale (VTOL) con un layout di coda, mostrato durante un’esercitazione di soccorso in caso di calamità su un altopiano montuoso nella provincia del Sichuan.

Il drone, con un’apertura alare di 2,6 metri e un’altezza di 1,8 metri, è dotato di un singolo motore con ventola intubata e di un sistema cardanico dotato di telecamere a infrarossi e visibili. Secondo il South China Morning Post, il dispositivo è in grado di decollare e atterrare verticalmente, garantendo al contempo una velocità di volo orizzontale superiore a quella dei quadricotteri convenzionali.

Il drone è progettato per missioni di risposta rapida come il soccorso in caso di calamità e la ricognizione. Il design modulare consente agli operatori di modificare i carichi utili in base alle esigenze, includendo telecamere, sensori e persino sistemi di cortina fumogena o illuminazione per la segnalazione. Il sistema si basa sulla piattaforma di controllo Wenyao di CAIG, che utilizza l’intelligenza artificiale per automatizzare la pianificazione del volo, l’elusione degli ostacoli e la gestione degli sciami. Gli esperti hanno notato sorprendenti somiglianze tra il nuovo progetto cinese e il drone americano V-BAT sviluppato da Shield AI. Entrambi i droni condividono un’architettura a ventola anulare montata sulla coda che consente il decollo verticale e il volo stazionario, combinati con un volo in avanti efficiente. Tuttavia, la differenza di dimensioni suggerisce che il progetto cinese sia più un adattamento che una copia diretta.

Il suo sviluppatore, la Chengdu Aircraft Industry Group (CAIG), di proprietà statale e sussidiaria dell’Aviation Industry Corporation of China (AVIC), produce anche caccia stealth e droni militari come il Wing Loong II.

Tommaso dal Passo

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