
La Cina ha appena lanciato un colpo di avvertimento agli USA dal deserto del Gobi, combinando una potenza di fuoco di missili balistici di massa, un tracciamento radar di precisione e un chiaro messaggio di intenti strategici.
L’Esercito Popolare di Liberazione cinese ha recentemente condotto un test di difesa missilistica nel deserto del Gobi, dimostrando le sue capacità avanzate e la sua determinazione strategica in un contesto di crescenti tensioni globali, riportano SCMP e AT.
L’esercitazione prevedeva il lancio simultaneo di 16 missili balistici verso un singolo bersaglio, testando un nuovo sistema radar phased array a doppia banda (S/X) progettato per contrastare gli attacchi di saturazione, secondo uno studio dell’Unità 63623 del PLA.
Questo sistema radar, con una percentuale di rilevamento e tracciamento del 100%, ha dimostrato la sua capacità di distinguere tra testate e esche, mantenendo al contempo una precisa priorità di minaccia.
La tecnologia rispecchia, ma rivaleggia, con il sistema USNS Howard O Lorenzen della Marina statunitense, sebbene il test cinese abbia rappresentato la prima dimostrazione di fuoco reale di questo tipo. Gli analisti sottolineano che questo risultato segna un balzo in avanti significativo nella capacità della Cina di contrastare minacce sofisticate, come i velivoli plananti ipersonici (HGV) e i missili dotati di contromisure. Il test su larga scala, senza precedenti al di fuori degli scenari bellici, sottolinea l’impegno della Cina nel rafforzare la prontezza militare.
I missili balistici sono tra i sistemi d’arma più costosi, quindi la volontà dell’Esercito Popolare di Liberazione di intraprendere un’impresa così costosa riflette un’enfasi strategica sulla deterrenza, in particolare in potenziali conflitti su Taiwan e il Mar Cinese Meridionale. La produzione autonoma di missili da parte della Cina integra ulteriormente questo cambiamento, segnalando la sua intenzione di sostenere ed espandere il proprio arsenale.
Sottolineando l’importanza dei missili balistici per la strategia militare cinese, il Rapporto 2024 sulla potenza militare cinese del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti menziona che la Forza Missilistica dell’Esercito Popolare di Liberazione (PLARF) funge da pilastro della strategia missilistica nucleare e convenzionale cinese, organizzando, addestrando ed equipaggiando le sue crescenti capacità di attacco terrestre. La PLARF ha il compito di deterrenza strategica e contro-intervento regionale, gestendo oltre 40 brigate distribuite in sette basi missilistiche e tre basi di supporto; schiera un mix di missili nucleari e convenzionali, tra cui i DF-15, DF-16, DF-17, DF-26 e DF-41, oltre a missili da crociera.
La sua doppia struttura di comando supporta le operazioni sia a livello di teatro operativo che a livello centrale. Si osserva che la modernizzazione in corso include l’ampliamento dei silos per missili balistici intercontinentali (ICBM) e l’integrazione di più veicoli di rientro a bersaglio indipendente (MIRV) per rafforzare la capacità di sopravvivenza e la capacità di ritorsione.
Tommaso Dal Passo
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