CINA. Si è aperto il confronto per la successione di XI Jinping

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Dopo aver esercitato poteri forti senza precedenti per più di un decennio, il presidente cinese Xi Jinping ha ora solo due “fedelissimi” all’interno del Partito Comunista Cinese: lo zar della sicurezza nazionale Cai Qi, 68 anni, e il premier Li Qiang, 64 anni; rispettivamente al quinto e al secondo posto nel Comitato permanente del Politburo.

Il capo della sicurezza cinese, Cai, sembra di fatto esser fil numero due del Politburo, riporta Nikkei.

Il cambiamento ha cominciato a diventare evidente quando piogge torrenziali e massicce inondazioni hanno colpito la provincia di Hebei e la vicina Pechino da fine luglio ad agosto. Nel rispondere al disastro, le autorità hanno preso un’importante decisione caratteristica della politica sotto Xi: dare la massima priorità al salvataggio della Xiongan New Area, un imponente progetto di nuova città avviato da Xi, piuttosto che alle città storiche più famose della provincia.

La nuova area di Xiongan nata per alleggerire una Pechino sovrappopolata ha una vita travagliata e diminuendo la popolazione di Pechino, la necessità di spostare funzioni e persone dalla capitale alla nuova città sta diminuendo. Xi ha voluto accelerare il progetto, sul quale ha giocato il suo prestigio. Lo scorso maggio, tre mesi prima che le massicce inondazioni colpissero l’Hebei, fece un giro d’ispezione nella nuova area di Xiongan con Li e Cai. A loro si è unito anche Ding Xuexiang, il sesto membro del Comitato permanente del Politburo e primo vice premier cinese.

Così, quando le inondazioni hanno colpito l’area, tra gli alti funzionari del Partito Comunista dell’Hebei c’era il timore che se la Nuova Area di Xiongan fosse stata sommersa, Xi avrebbe potuto perdere completamente la faccia.

Gli alti funzionari dell’Hebei erano nel panico, pensando che se non fosse stato fatto nulla, l’intera Xiongan New Area avrebbe potuto essere inondata. Si sono rivolti a Li per chiedere aiuto, poiché siede al vertice della piramide amministrativa come capo del Consiglio di Stato.

Tuttavia, Li non ha il potere effettivo di controllare l’intera catena della sicurezza nazionale, compresi i ministeri della pubblica sicurezza e della sicurezza dello Stato, la polizia armata e l’esercito. Questa è una caratteristica significativa del governo Xi. Se fosse un’azienda, Li, pur essendo il numero 2 del Partito comunista, non sarebbe nemmeno il vicepresidente, ma solo uno dei tanti dirigenti.

Chi ne aveva l’autorità era Cai Qi, che gestisce la catena di sicurezza nazionale cui si rivolse Li Qiang. Li, che appartiene alla cosiddetta fazione Zhejiang, era stato l’alto funzionario di Shanghai poco prima di assumere la carica di premier. Non aveva esperienza di lavoro nel governo centrale di Pechino. E le massicce inondazioni si sono verificate solo quattro mesi dopo che aveva assunto l’incarico di premier e si era preso carico della burocrazia del governo centrale. Era naturale che fosse preso dal panico in un’emergenza del genere.

In questo senso Cai è più esperto di Li; Cai conosce già la situazione a Pechino e dintorni. Anche la sua esperienza come alto funzionario della città di Pechino ha aiutato. Tutto ciò ha fatto una grande differenza tra lui e Li. E lo ha fatto in maniera drastica evitando l’allagamento di parte della capitale cinese. 

Tutto questo accadeva proprio mentre si teneva in Hebei il conclave annuale del Partito Comunista a Beidaihe. Il caos ha influenzato anche i successivi viaggi di Xi all’estero.

Alla fine di agosto, quando scese dal suo aereo in Sud Africa per partecipare al vertice dei BRICS, aveva un aspetto cupo ed era instabile sulle gambe. All’ultimo minuto ha annullato il discorso programmato al forum economico durante il vertice. Il discorso è stato invece letto dal ministro del Commercio Wang Wentao.

Per qualche ragione, Xi non è tornato direttamente a Pechino dal Sud Africa. Improvvisamente e andato a Urumqi, la capitale della regione autonoma uigura dello Xinjiang, nella Cina nordoccidentale.

A settembre, Xi ha saltato il vertice del G20 in India e ha inviato Li a partecipare per suo conto. La Cina ha attribuito la massima importanza al G20 ed è stata la prima volta che un presidente cinese era assente da un vertice del G20 di persona.

Una cosa che è emersa chiaramente dai drammi politici legati alle inondazioni è che il potere di Cai è, in un certo senso, più forte di quello di Li. Il salvataggio della fondamentale Xiongan New Area è stato il grande risultato di Cai.

La struttura politica del governo Xi è diventata ancora più chiara quando Xi ha effettuato un’altra visita nell’Hebei a novembre per ispezionare le aree colpite che si stavano ancora riprendendo dalle inondazioni. Questa volta Cai è stato l’unico membro del comitato permanente del Politburo ad accompagnarlo.

E ora lo zar della sicurezza nazionale sembra avere influenza anche sulle questioni finanziarie, di cui il premier è nominalmente responsabile.

Il 16 gennaio si è tenuta a Pechino una cerimonia per celebrare la creazione di un gruppo di studio per promuovere lo “sviluppo finanziario con caratteristiche cinesi”. Xi era presente e ha tenuto un discorso in cui ha sottolineato gli sforzi per prevenire e disinnescare i rischi finanziari, in particolare quelli sistemici.

In effetti, i rischi finanziari stanno crescendo in Cina. Quest’anno i rimborsi dei debiti che coinvolgono le società di investimento affiliate al governo locale, chiamate “veicoli finanziari del governo locale”, arriveranno a ondate enormi.

Ma Li era assente all’evento del 16 gennaio, mentre partecipava al World Economic Forum a Davos, in Svizzera.

È stato Cai a presiedere l’evento. Tra i due esiste ancora un equilibrio di potere; i loro ruoli sono completamente diversi. Anche così, la situazione attuale, in cui l’influenza dello zar della sicurezza nazionale si sta espandendo nel campo finanziario e anche in quello economico più ampio, è anormale.

Luigi Medici

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