CINA. Shanghai riapre, ma l’economia soffre molto

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Il ritorno alla normalità per l’economia cinese è ancora lontano, anche se Shanghai, l’epicentro dell’attuale impennata della Cina Covid-19, ha svelato nei giorni scorsi altri piani per il dopo lockdown. Shanghai, che uscirà ufficialmente dal blocco il 1° giugno, ha allentato cautamente le restrizioni, consentendo a un numero maggiore di abitanti di uscire e rimettendo in circolazione più auto e veicoli nelle strade.

I dirigenti della città hanno dichiarato che gli studenti delle scuole superiori possono tornare a frequentare le lezioni dal 6 giugno, dopo la riapertura di alcuni centri commerciali e grandi magazzini dal 1° giugno.

Shanghai conta 25 milioni di abitanti e dal 26 maggio conta cifre inferiori ai 300 casi giornalieri; si tratta di dati molto più bassi dalla metà marzo e lontani dalle decine di migliaia di persone che avevano raggiunto il picco dell’epidemia in aprile, riporta AT.

La città più grande della Cina per produzione economica ha sofferto a causa del blocco imposto all’inizio di aprile. Altre città non sottoposte a misure di blocco ma comunque colpite da misure severe, tra cui Pechino, hanno lottato per mantenere in piedi le loro economie locali. Offrendo una visione cupa della seconda economia mondiale, il premier Li Keqiang ha dichiarato che le difficoltà economiche, per alcuni aspetti, sono addirittura maggiori di quelle del 2020, quando il Paese fu colpito per la prima volta dalla pandemia di Covid-19.

Molti economisti si aspettano che il Pil cinese si contragga ad aprile-giugno rispetto a un anno prima, rispetto alla crescita del 4,8% del primo trimestre. «La Cina cercherà di raggiungere una crescita “ragionevole” del Pil nel secondo trimestre», ha dichiarato Li ai funzionari del partito in una conferenza online.

«Sebbene non siano state annunciate molte nuove misure da questa conferenza, la natura e la portata di questa conferenza sono piuttosto insolite (…) I responsabili politici cinesi hanno maggiore urgenza di sostenere l’economia dopo la debolissima crescita dell’attività ad aprile, l’anemica ripresa da un mese all’altro a maggio e i continui aumenti del tasso di disoccupazione», riporta AT.

Luigi Medici