Nuovo veto di Cina e Russia sulla Siria

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STATI UNITI D’AMERICA – New York 23/05/2014. Cina e Russia hanno posto il veto al tentativo dell’ONU di deferire la Siria alla Corte penale internazionale.

È la quarta volta che i due paesi bloccano i tentativi di risoluzioni occidentali al conflitto. Uno scambio di battute tra gli ambasciatori mostra che non vi è accordo internazionale sulla questione di Damasco. Il vice-segretario generale Jan Eliasson ha sostenuto che: «È chiaro che nessuna delle parti impegnate nel conflitto è innocente»”, e ha aggiunto «Il Consiglio di Sicurezza Onu ha il dovere i di intervenire per garantire che gli autori di gravi crimini in Siria siano resi responsabili davanti alla giustizia. I cittadini siriani hanno il diritto fondamentale alla giustizia». Mentre l’ambasciatore russo, Vitaly Churkin, ha definito la proposta una «mossa pubblicitaria», aggiungendo che l’adozione della risoluzione avrebbe danneggiato il tentativo di risolvere diplomaticamente la crisi in Siria. Non è facile trovare una corretta ipotesi di soluzione e questa guerra che ormai conta troppi morti anche tra i civili, ma certo non si può supporre ancora che la crisi possa essere risolta dall’esterno con un intervento coatto. I cittadini siriani continuano ad essere gli unici legittimati a scegliere e ciò sarà possibile verificarlo tra qualche giorno quando potranno esprimersi attraverso il voto.

Continuano intanto le operazioni militari su vasta scala dell’esercito siriano contro i terroristi che combattono il governo di Bashar al-Assad, nella quale il numero dei ribelli uccisi è sempre più elevato e le loro armi distrutte. Unità delle Forze Armate hanno preso di mira i luoghi in cui si nascondono i militanti nei villaggi di Mashtal Kikha, Marj Khoukheh e Wadi Azraq, nelle campagne a nord di Latakia, lasciando molti terroristi senza vita, di cui una larga percentuale non è di nazionalità siriana. Intercettata e distrutta anche un’autobomba a Kafr Najd prima che potesse raggiungere una postazione militare. Scontri anche nel villaggio Mouzara a Jabal al-Zawieh e ad Aleppo, anche qui le autorità parlano del ferimento e della morte di numerosi terroristi e della distruzione delle loro armi. È lungo l’elenco reso noto da fonti militari sugli attacchi diretti attuati dall’esercito regolare per distruggere le basi terroristiche in tutto il paese, è chiaro che in questo momento particolare in vista delle elezioni vi è l’impegno a mostrare la forza e la solidità del governo, ma molto aiuta la grave situazione interna dei gruppi terroristici che ormai si combattono tra loro soprattutto nel nord del paese che sta favorendo non poco la riuscita di Assad in questi interventi mirati.
Il governo russo intanto ha intensificato i suoi sforzi per inviare forniture militari e armi al governo siriano, viste le continue pressioni dei terroristi, ma soprattutto le vittorie raccolte dal governo e in previsione che la zona di Homs verrà ulteriormente liberata dai takfiri che si avvicinano sempre più a possibili riconciliazioni con Assad. Fonti vicine alle parti che mediano asseriscono che si tratta di un arretramento da parte dei takfiri anche in altre parti della Siria.