Pechino sfama i concittadini in Siberia

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CINA – Pechino. 19/4/13. Il potere nel terzo millennio sarà nelle mani di chi controllerà le produzioni agricole. Con una popolazione mondiale in crescita, con l’acqua che comincia a scarseggiare quello che di giorno in giorno aumenta è il fabbisogno alimentare.

Lo hanno capito molto bene i cinesi e i russi. E questa comprensione ha dato vita a una cooperazione tra i due paesi nel settore agricolo e della trasformazione dei prodotti agricola  livello industriale. Ma nonostante le buone intenzioni la cooperazione agricola in questo settore tra i due Paesi è arretrata rispetto per esempio a quella industriale. Nel settembre 2009, i leader di Cina e Russia hanno approvato una linea guida per la cooperazione nel nordest della Cina e nelle regioni Siberia orientale della Russia Estremo Oriente sottolineando che l’agricoltura è il settore prioritario di investimento. L’idea era quella di dare il via a cooperative agricole che producessero soprattutto grano con le tecnologie moderne. 

Il Consiglio di Stato cinese nel documento N°1 del 2010 ha scritto che al Cina avrebbe potenziato gli investimenti in tecnologia nel settore agricolo, rafforzato la cooperazione internazionale, dando sostegno alle imprese agricole cinesi volevano esplorare il mercato globale. Nel 2012 il concetto è stato ribadito puntando sempre più sulla cooperazione agricola con il mondo esterno. E proprio nel 2012 Putin in visita dai stato in Cina ha siglato un accordo per programmi di cooperazione su larga scala nel settore agricolo e gli altri settori per promuovere la cooperazione economica di Shanghai Cooperation Organization. La proposta russa prevede milioni di ettari di terreno nella Russia, Estremo Oriente, da dare in leasing agli investitori stranieri e ancora sempre nel 2012 si sono poste le base per dare vita a cinque complessi di trasformazione dei prodotti agricoli in Primorje, Khabarovsk, Amur Oblast, Sakhalin Oblast e l’Oblast autonomo ebraico entro il 2016 per garantire lo sviluppo sostenibile della regione e la sicurezza alimentare regionale.

Va ricordato che Primorje è la regione resa che si estende nella Siberia orientale al confine con la Manciuria, Cina, e per circa 20 km con la Corea del Nord. Non solo, pochissimi sanno che in Siberia c’è una nutrita comunità cinese senza carta di identità. Si tratta dei secondo geniti che le famiglie cinesi non hanno mai dichiarato all’anagrafe (vedi legge del figlio unico) e che con un meccanismo piuttosto banale, un falso permesso di soggiorno per ambulante, hanno mandato in Siberia, i propri figli, là, nelle lande desolate, nessuno è andato a controllare. Per più di 20 anni questi giovanisono stati isolati si sonos posati e hannoa vuto a loro volta figli, una comunità divenuta importante entro i confin russi. Che ora dà persino un po’ fastidio. Non solo in Cina la terra viene levata aglia gricoltori per costruire le fabbriche.

Quindi l’iniziativa russa è vista come una vera e propria manna dal cielo.  I funzionari di Primorje nel 2013 hanno riferito che la regione è pronta ad accoglie le imprese cinesi e gli investimenti di privati e ci sono buone prospettive per la cooperazione bilaterale nel settore agricolo, industrie leggere e in molti altri campi. Le imprese cinesi saranno in grado di trovare enormi opportunità di business in questa ondata di espansioni agricole in Russia. Non solo, c’è stata un’impennata delle richieste da quando la Russia ha aderito all’Organizzazione mondiale del commercio l’anno scorso, l’ambiente per la cooperazione agricola è diventata ancora più favorevole, e dopo che il governo provinciale di Heilongjiang nel nordest della Cina aggiornato le sue strategie di cooperazione economica e commerciale, molte imprese cinesi hanno aperto industrie di trasformazione dei prodotti agricoli e di allevamento e Russia.