CINA. Rallenta la locomotiva economica del Dragone

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Stando alle stime di crescita prodotte da Goldman Sachs, il prodotto interno lordo cinese per quest’anno dovrà essere rivisto al ribasso passando dal 8,2% al 7,8%, mentre per il 2022 la crescita sarà ancora più bassa attestandosi al 5,5%.

Sembrano ormai lontani gli anni in cui La Repubblica Popolare registrava tassi di crescita a doppia cifra.

La frenata del gigante asiatico, la prima dal febbraio 2020 quando tutto venne fermato dalla pandemia, è la conseguenza di due shock esogeni: la crisi del gigante immobiliare Evergrande che rischia di colpire a cascata l’intero settore immobiliare della Cina (29% del PIL), ma soprattutto il deficit di energia elettrica prodotta dal carbone, e che sta causando gravi problemi alle industrie e blackout nelle città.

Questi tagli di energia stanno riguardando ben 21 province della Repubblica popolare, portando ad un conseguente drastico calo della produzione industriale.

La carenza di energia è dovuta ad una serie di fattori: l’ordine verde di XI Jinping di ridurre le emissioni inquinanti dovute al carbone, che pesa ancora tra il 60 e il 70% nella produzione di elettricità in Cina; il conseguente aumento del prezzo del carbone spinto oltre che dalla carenza, dall’aumento della domanda, perché le fabbriche cinesi ne stavano bruciando enormi quantità per sostenere la ripresa e le esportazioni; inoltre, le tariffe energetiche sono tenute basse per motivi politici da Pechino e non invogliano le aziende elettriche ad aumentare l’erogazione e infine c’è l’aumento della domanda interna di energia per riscaldamento dovuta all’inverno che sta arrivando.

Come dichiarato al Financial Times da Ting Liu, chief economist di Nomura per la Cina, i problemi energetici sono stati sottovalutati dai tecnocrati del Partito-Stato, impegnatissimi a gestire la crisi di Evergrande.

Il rallentamento della produzione è destinato ad avere un impatto globale sulle catene di forniture: in questo periodo dell’anno le fabbriche cinesi lavorano di solito a pieno ritmo per la produzione delle merci per il Natale.

Salvatore Nicoletta