CINA. Perché Wang Yi è andato a Pyongyang a sorpresa? 

51

Nel contesto del conflitto in corso tra Stati Uniti, Israele e Iran, e in vista del vertice del mese prossimo tra il presidente statunitense Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping, il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha effettuato una visita a sorpresa in Corea del Nord l’altro ieri. Perché Wang Yi ha incontrato Kim Jong-un in un momento di crescente incertezza?

A questa domanda cerca di rispondere The Chosun Daily

Il primo motivo riguarda la gestione della situazione nella penisola coreana in vista del vertice Trump-Xi Jinping. Le recenti e consecutive dimostrazioni militari della Corea del Nord potrebbero rivelarsi un’arma a doppio taglio per la Cina. Se da un lato potrebbero fungere da leva per complicare la pianificazione strategica statunitense, dall’altro un’escalation incontrollata delle tensioni potrebbe generare instabilità nella regione limitrofa.

Dal punto di vista cinese, un ambiente regionale stabile è necessario prima del vertice tra Stati Uniti e Cina. Più la crisi nella penisola coreana si aggrava, più complessa diventa la definizione dell’agenda e più ridotto si restringe il margine di manovra diplomatico della Cina. La visita di Wang in Corea del Nord sembra essere una mossa strategica per spingere Pyongyang a moderare l’intensità delle sue provocazioni e a mantenere la situazione entro limiti gestibili.

In secondo luogo, vi è l’intenzione di rassicurare la Corea del Nord, che si sente minacciata dalle azioni militari statunitensi. Le recenti operazioni americane, come la cattura e l’estradizione del presidente venezuelano Nicolás Maduro e il tentato assassinio della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, hanno probabilmente acuito l’ansia di Kim Jong-un, che dà priorità alla sopravvivenza del regime. Rinforzando le garanzie di sostegno cinese, Pechino mira a scoraggiare un eccessivo avventurismo da parte di Pyongyang.

In terzo luogo, c’è il tentativo di Pechino di garantire il dominio della Cina nell’equilibrio del Nord-Est asiatico tra Corea del Sud, Giappone e Cina stessa. Ciò riflette un approccio a doppio binario, che calcola attentamente come le azioni della Corea del Nord potrebbero influenzare le dinamiche politiche in Corea del Sud e Giappone. Lo scenario che Pechino teme maggiormente è quello di una Corea del Nord che si abbandona a provocazioni eccessive, le quali rafforzerebbero le forze conservatrici a Seul e Tokyo, porterebbero a una maggiore cooperazione trilaterale tra Corea del Sud, Stati Uniti e Giappone e a un aumento della presenza militare statunitense nella regione.

Sebbene il controllo delle tensioni nella penisola coreana possa distogliere l’attenzione degli Stati Uniti, tensioni che superino una soglia critica avrebbero l’effetto opposto, consolidando una rete di contenimento contro la Cina. Inviando Wang Yi a recapitare alla Corea del Nord un duplice messaggio di “sostegno e moderazione”, Pechino mirerebbe a massimizzare la propria influenza strategica.

Maddalena Ingrao

Segui i nostri aggiornamenti su Spigolature geopolitiche: https://t.me/agc_NW e sul nostro blog Le Spigolature di AGCNEWS: https://spigolatureagcnews.blogspot.com/