CINA. Pechino soffre dell’inflazione suina

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I prezzi della carne suina che sono quasi raddoppiati a dicembre 2019 più di un anno fa hanno mantenuto l’inflazione cinese ad un livello elevato da sette anni nonostante gli sforzi di Pechino per alleviare le carenze di carne causate dall’epidemia delle peste suina.

Stando ai dati ufficiali usciti il 9 gennaio, ripresi da Epoch Times, si evince che l’aumento dell’inflazione si sta aggiungendo alle sfide per la leadership del paese che sta cercando di contrastare il rallentamento della crescita economica e di porre una fine alla guerra tariffaria con Washington. Il prezzo della carne di maiale è aumentato del 97 per cento rispetto all’anno precedente, nonostante l’aumento delle importazioni di carne della Cina e il rilascio di migliaia di tonnellate dalle scorte governative.

I prezzi dei prodotti alimentari sono aumentati del 17,4 per cento e l’inflazione complessiva dei consumatori è stata del 4,5 per cento, ben al di sopra dell’obiettivo ufficiale del 3 per cento del partito comunista al potere; il dato corrisponde all’inflazione di novembre, la più alta dal 2012.

La Cina produce e consuma due terzi della carne suina mondiale, ma le forniture sono precipitate perché le autorità hanno ucciso i maiali e bloccato le spedizioni per contenere un’epidemia di peste suina africana, confermata nell’agosto 2018. I prezzi globali della carne di maiale sono aumentati, mentre gli importatori cinesi ne acquistano di più dal Canada, dall’Europa e da altri fornitori.

Pechino aveva annunciato a settembre dello scorso anno l’abolizione delle tariffe imposte alla carne di maiale e alla soia degli Stati Uniti durante la guerra commerciale con Washington per allentare la pressione sugli allevatori di maiali cinesi che usano la soia come mangime per gli animali.

Il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti aveva previsto ad ottobre 2019 che la produzione di carne suina della Cina nel 2020 sarebbe diminuita del 25 per cento rispetto all’anno precedente. Il divario previsto di 12 milioni di tonnellate equivarrebbe a quasi tutta la produzione annuale degli Stati Uniti. Le autorità di Pechino hanno eliminato 390.000 maiali l’anno scorso e un totale di 1,2 milioni dall’inizio dell’epidemia, riportano i dati del ministero dell’Agricoltura di Pechino.

Graziella Giangiulio