
La visita di Xi Jinpimng in Europa ha toccato paesi e città non scendi a caso ma con un chiaro messaggio per gli europei: la Francia è una potenza nucleare, membro della Nato e una delle principali potenze dell’Unione Europea. La Serbia non è né membro dell’Ue né della Nato, mia è vicino alla Russia e ha un conto aperto con la Nato; l’Ungheria è membro di entrambi, ma è uno degli stati più piccoli della comunità europea.
Dato comune: sono tre paesi che hanno conflittualità più o meno visibili con l’Ue e vogliono riposizionarsi nel riallineamento geostrategico in corso, riporta AT.
La riorganizzazione geostrategica globale è già in corso e la Francia sta cercando il suo posto nello scenario che verrà fuori.
L’economia tedesca è in costante indebolimento, quindi l’influenza internazionale di Berlino sta diminuendo e il suo ruolo guida nell’Ue è stato praticamente messo in discussione. La Francia vuole coprire il posto vacante.
Un elemento importante del piano di Parigi è che l’UE si allontani economicamente dall’America e si avvicini alla Cina, tenendo la Francia equidistate da Washington e Pechino.
I colloqui di Xi a Parigi, che non sono stati solo bilaterali: vi ha preso parte anche Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Ue.
Non è un caso che Xi abbia affermato che la Cina vede l’Europa come un partner importante sulla strada della modernizzazione, tema che gioca un ruolo di primo piano nella politica estera di Pechino. Durante l’incontro, Macron ha anche toccato le relazioni commerciali, sollecitando condizioni commerciali paritarie tra Cina e UE.
La visita di Vucic a Pechino è stata degna di nota perché la Serbia è candidata all’adesione all’UE da oltre dieci anni. Tuttavia, ad eccezione dell’Ungheria, all’incontro ha preso parte anche il primo ministro Viktor Orban, tutti i leader dei paesi dell’Ue in quel momento sono rimasti lontani dall’incontro.
Cina e Serbia hanno siglato 18 accordi, compresi quelli relativi ad un accordo di libero scambio di prossima entrata in vigore. Pechino è già il più grande investitore straniero di Belgrado: quest’anno i finanziamenti cinesi hanno raggiunto i 20 miliardi di dollari.
La visita del presidente cinese in Serbia è avvenuta mentre Belgrado è sotto assedio politico, con l’Ue che critica costantemente Vucic.
L’Ungheria e tutti gli stati che non accettano la politica liberale dell’UE devono affrontare tali critiche. Con la visita di Xi, Belgrado ha inviato il proprio messaggio a Bruxelles: non siamo soli. La Russia sostiene infatti anche la Serbia da sempre.
Al termine del suo tour europeo, Xi è arrivato nella capitale ungherese Budapest.
Stando a Euronews, la Cina stia costruendo una “testa di ponte” in Ungheria. Lo scorso dicembre, la cinese BYD, il più grande produttore di veicoli elettrici al mondo, ha annunciato che avrebbe costruito uno stabilimento in Ungheria, il primo stabilimento di produzione di auto elettriche in Europa.
La fabbrica sarà costruita direttamente sul confine serbo-ungherese, probabilmente utilizzerà manodopera anche dalla Serbia ed esporterà le nuove auto verso gli stati non membri dell’UE attraverso la Serbia.
Da parte ungherese, la visita del presidente cinese è stata sottolineata per la sua importanza storica. Questo non solo perché Xi è arrivato a Budapest dopo 20 anni, ma anche perché le due parti hanno firmato accordi economici che possono accelerare rapidamente lo sviluppo dell’economia di Budapest.
Lucia Giannini









