CINA. Pechino affonda navi da guerra Usa. È solo simulazione. Per ora

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In una recente simulazione al computer, la Cina ha affondato un incrociatore statunitense utilizzando missili balistici dotati di droni a grappolo e testate convenzionali, evidenziando le vulnerabilità delle difese navali statunitensi e la necessità di difese missilistiche economicamente vantaggiose e di tecnologie di jamming.

Stando a Scmp, il missile balistico tattico cinese Fire Dragon 480 potrebbe potenzialmente affondare un incrociatore statunitense classe Ticonderoga, secondo un recente studio dell’Esercito popolare di liberazione. Per quanto riguarda le specifiche del Fire Dragon 480 si trova che ha una portata di 360 chilometri e una testata da 480 chilogrammi. Due missili possono essere montati e lanciati dal PHL-16 Multiple Launch Rocket System.

Il sistema è stato schierato con il 73° Gruppo d’Armata del Comando del Teatro Orientale, che si occupa dei conflitti attorno allo Stretto di Taiwan. La simulazione prevedeva che 12 missili attaccassero due incrociatori di classe Ticonderoga, affondandone uno. Nel suo articolo si afferma che sarebbero necessari in media sei missili per distruggere una grande nave da guerra americana.

Scmp rileva che in uno scenario alternativo, otto dei missili avevano testate di droni a grappolo di sei droni ciascuno. Quando i missili si avvicinarono agli incrociatori Ticonderoga, rilasciarono i carichi utili dei droni, deviando la potenza di fuoco delle navi e fornendo coordinate di bersaglio più precise per i successivi attacchi missilistici. L’articolo aggiunge che tutti i droni sopravvissuti furono reindirizzati per attaccare altre navi nemiche. La simulazione suggerisce che il Phl-16 Mlrs cinese richiederebbe aggiornamenti tecnologici per essere pienamente efficace per il Fire Dragon 480 e le tattiche di sciame di droni. Nel frattempo, si nota, gli Stati Uniti stanno gradualmente ritirando i loro incrociatori di classe Ticonderoga, con lo smantellamento dell’ultimo previsto nel 2027.

Un attacco combinato con missili e droni può rappresentare una sfida formidabile per le difese delle navi da guerra statunitensi, esaurendo i limitati e costosi missili intercettori, con le navi da guerra statunitensi che non dispongono di mezzi economicamente vantaggiosi come le armi laser per contrastarli.

Gli scienziati cinesi hanno annunciato a marzo di aver creato un nuovo tipo di drone monorotore che poteva dividersi in più droni più piccoli, se armati, i droni potrebbero essere caricati in testate missilistiche per localizzare e distruggere gli obiettivi in ​​modo indipendente; con visuale Fpv, IA, e autonomia sufficiente sarebbero armi formidabili. Da canto suo la Us Navy ha rallentato lo sviluppo dele armi laser, implementando alcuni sistemi, ma senza una strategia chiara.

Il China Military Power Report 2023 del DoD Usa riporta che la Cina ha 200 lanciatori di missili balistici a corto raggio e 1.000 missili di quella classe, come il Fire Dragon 480, 250 lanciatori Irbm e 500 di questi missili.

Per quanto riguarda il modo in cui la Cina prevede di utilizzare questi missili contro le navi da guerra statunitensi e alleate, lo scorso anno, la Cina ha simulato un attacco missilistico ipersonico contro la superportaerei USS Gerald Ford e le sue scorte, affondandole.

In tutto ciò fondamentale è la presenza di contromisure EW per arginare o bloccare la catena di comando cinese dal rilevamento di una minaccia all’intercettazione; utilizzando algoritmi avanzati di machine learning e intelligenza artificiale per migliorare le prestazioni e i tempi di risposta ed essere compatibili con altri sistemi della Us Navy. Si tratta di dati interessanti per un eventuale contrasto all’invasione cinese di Taiwan

Lucia Giannini

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