
L’internazionalizzazione dello yuan continua a seguire una traiettoria ascendente, seppur irregolare, e sta gradualmente rimodellando l’ordine monetario globale, secondo un nuovo studio pubblicato in occasione del Forum Monetario Internazionale a Pechino, sebbene alcuni partecipanti abbiano avvertito che gli sforzi degli Stati Uniti per dominare la finanza digitale comportano rischi.
L’indice di internazionalizzazione dello yuan, che monitora l’utilizzo globale della valuta, è aumentato di circa l’11% nel 2024, raggiungendo quota 6,06, secondo il rapporto della Renmin University pubblicato domenica al Forum Monetario Internazionale di quest’anno, ospitato in collaborazione con la Nankai University, riporta SCMP. A titolo di confronto, il dollaro statunitense ha registrato un punteggio di 51,13 nel 2024, in calo rispetto al 51,52 dell’anno precedente, mentre l’euro è sceso del 3,8%, attestandosi a quota 24,07.
Stando a Global Times, foglio internazionale del Renmin Ribao, “gli shock di rischio geoeconomico hanno effetti di ricaduta negativi sull’economia reale e sui mercati finanziari cinesi, nonché impatti distruttivi sul sistema commerciale e di investimento internazionale, sulle catene di approvvigionamento globali e sui mercati finanziari internazionali. Promuovere l’internazionalizzazione dello yuan per promuovere la riforma del sistema monetario internazionale è una direzione efficace per affrontare i rischi geoeconomici”.
Il Forum Monetario Internazionale 2025, sul tema “Rischi geoeconomici e riforma della governance finanziaria globale”, si è tenuto il 27 luglio a Pechino, con la partecipazione di esperti e studiosi provenienti da istituti di ricerca nazionali e internazionali, dipartimenti politici e istituzioni finanziarie, che hanno discusso di temi quali i rischi geopolitici, il sistema di governance finanziaria globale, le criptovalute e la finanza digitale.
La ricerca della RenMin University vuole dimostrare che, sfruttando i vantaggi in termini di sviluppo del proprio settore finanziario, gli Stati Uniti possono creare artificialmente shock di rischio attraverso strumenti di politica economica, ottenendo effetti positivi di compensazione dei consumi, poiché il capitale globale ricerca attività sicure denominate in dollari. In altre parole, gli Stati Uniti hanno un incentivo economico a sfruttare il proprio status di “porto sicuro” durante le crisi finanziarie, beneficiando dell’aumento dei rischi globali.
Trattandosi del quotidiano internazionale di partito, il ragionamento prosegue su ben noti binari, comunque interessanti per comprendere la posizione cinese: “Questo spiega teoricamente le motivazioni alla base della frequente e attiva creazione di conflitti geoeconomici da parte degli Stati Uniti negli ultimi anni, collegando direttamente le problematiche di rischio geoeconomico al sistema monetario e finanziario internazionale dominato dal dollaro. Indica inoltre la direzione che i paesi periferici devono seguire per affrontare efficacemente i rischi geoeconomici”.
Secondo il rapporto, la ricerca rileva che gli swap valutari bilaterali possono stabilizzare il costo dei finanziamenti commerciali denominati in yuan, mantenere una relativa stabilità nel mercato finanziario offshore dello yuan e migliorare la competitività internazionale dello yuan riducendo l’instabilità dei mercati finanziari. Si prevede che lo yuan passerà da un “ruolo di supporto sostitutivo” a un “ruolo di guida chiave” nel sistema monetario internazionale, con un conseguente aumento della fiducia e della domanda per la valuta cinese nei mercati finanziari internazionali”.
Secondo il rapporto, ciò rafforzerà ulteriormente la capacità e la fiducia della Cina nell’affrontare gli shock geoeconomici: ”La Cina può svolgere un ruolo più attivo e costruttivo nella governance finanziaria globale, promuovendo l’internazionalizzazione dello yuan per guidare le riforme del sistema monetario internazionale, aggiungendo stabilità ai mercati finanziari globali e contribuendo alla creazione di un ordine finanziario internazionale giusto e sostenibile”.
Dalla crisi finanziaria globale del 2008, lo status internazionale dello yuan è cresciuto costantemente, diventando la seconda valuta di finanziamento commerciale al mondo. A livello globale, lo yuan è ora la terza valuta di pagamento a livello globale e detiene la terza quota complessiva più alta nel paniere dei Diritti Speciali di Prelievo del FMI, secondo Pan Gongsheng, governatore della banca centrale cinese.
La Banca Popolare Cinese ha firmato accordi bilaterali di swap in valuta locale con banche centrali o autorità monetarie di oltre 30 paesi e regioni, diventando una componente chiave della rete di sicurezza finanziaria globale, ha osservato il Governatore cinese.
Nel contesto della frammentazione geoeconomica, la Cina ha promosso i regolamenti transfrontalieri in yuan per ridurre la dipendenza da una moneta unica, costruendo una rete di regolamento commerciale e di investimento più resiliente. Questo sistema diversificato mitiga efficacemente l’impatto di sanzioni unilaterali, fluttuazioni dei tassi di cambio o interruzioni della catena di approvvigionamento sull’economia reale, ha affermato Wang Peng.
Durante il forum è venuto fuori che l’attuale contesto monetario e Il sistema finanziario, evolutosi principalmente dal sistema di Bretton Woods del secondo dopoguerra, è sempre meno in grado di soddisfare le esigenze dello sviluppo economico globale. Le questioni strutturali stanno diventando sempre più evidenti, tra cui l’instabilità del sistema finanziario dominato dal dollaro e l’indebolimento della fiducia globale nella zona del dollaro.
Occorre quindi promuovere la riforma della governance del sistema finanziario globale, osservando che gli sforzi includono il miglioramento del sistema monetario e finanziario internazionale, la riduzione delle ricadute negative delle politiche monetarie, la riforma delle organizzazioni finanziarie internazionali, il rafforzamento della cooperazione internazionale in materia di regolamentazione finanziaria e il contrasto all’egemonia finanziaria. Di fronte all’aumento dei rischi geoeconomici, è necessario promuovere la diversificazione valutaria, sfruttare appieno il ruolo del G20 nella riforma della governance finanziaria internazionale e promuovere la cooperazione finanziaria regionale e lo sviluppo integrato.
“Costruendo una rete di pagamenti diversificata, rafforzando la resilienza della catena di approvvigionamento e fornendo beni pubblici finanziari inclusivi, la Cina sta promuovendo l’evoluzione del sistema monetario internazionale verso un maggiore equilibrio e stabilità. Questo processo non solo soddisfa le esigenze di sviluppo della Cina, ma offre anche nuovi paradigmi istituzionali e opportunità di cooperazione per la governance economica globale”,si legge nello studio.
Lucia Giannini
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